Proposta 2018/0113 della Commissione Europea – “L’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario”

Gran parte delle norme di diritto societario di matrice comunitaria sono oggi racchiuse in un’unica direttiva europea, 2017/1132, che contiene le norme precedentemente comprese in sei diverse direttive che si occupavano di diritto societario.

La predetta direttiva ha avuto il merito di contribuire all’armonizzazione del diritto societario comunitario, ma non ha introdotto nessuna nuova disposizione volta ad agevolare l’utilizzo di strumenti informatici al fine di alleggerire gli adempimenti burocratici delle società, stante la consapevolezza a livello europeo del fatto che le società fanno ampio utilizzo di strumenti informatici nel corso della loro attività e che gli imprenditori richiedono maggiori possibilità di rapportarsi digitalmente con la pubblica amministrazione.

Per tali ragioni, con la proposta 2018/0113 la Commissione Europea si pone come obiettivo un miglior utilizzo degli strumenti digitali al fine di agevolare la circolazione delle informazioni dando maggiore rilevanza comunitaria alle informazioni pubblicate nei registri pubblici tramite la creazione di un unico registro delle imprese Europeo, così permettendo alle 24 milioni di imprese che operano in Europa di operare agevolmente all’interno di un singolo mercato comunitario.

Il punto di partenza della proposta è che ad oggi non è sempre possibile rapportarsi digitalmente con la PA tramite procedure di comunicazione on-line. Infatti, non tutti gli Stati prevedono la possibilità di costituire una società mediante procedure telematiche ed alcuni Stati non danno agli imprenditori neppure la possibilità di aggiornare telematicamente il registro delle imprese.

L’assenza di una normativa armonizzata dà origine a costi e barriere aggiuntive e non necessarie a carico di quegli imprenditori che decidono di creare nuovi business o di penetrare in mercati differenti. Di contro, ciò da luogo alla perdita di opportunità di business e ad una generale riduzione della competitività del mercato.

Al fine di agevolare il diritto e la libertà della società di stabilirsi presso un qualsiasi paese dell’UE – come previsto dal trattato di Maastricht – la proposta dispone che alcune tipologie di società di capitali devono essere costituite mediante l’implementazione di apposite procedure on-line e che gli Stati membri devono a tal fine creare degli apposti sistemi di identificazione digitale.

Quanto sopra si applica anche a tutte quelle entità che benché prive di personalità giuridica, quali le branches, devono essere costituite rispettando i requisiti richiesti per la costituzione di soggetti dotati di personalità giuridica.

La proposta inoltre prevede l’obbligo per gli Stati membri di mettere a disposizione on-line, a titolo gratuito, un quantitativo maggiore di informazioni relative alla società a beneficio di tutti gli stakeholder che a vario titolo siano interessati nella vita sociale. Così, ad esempio, deve essere disponibile lo statuto sociale ,le informazioni relative a stabili organizzazioni costituite all’estero o ancora i dati dei bilanci annuali approvati.

Oggi all’interno dell’UE ci sono degli elementi di digitalizzazione in tal senso, ma sono limitati e poco precisi, il ché porta ad una implementazione nazionale a macchia di leopardo.

Un ulteriore elemento di novità è dato dalla creazione di un registro delle imprese europeo fortemente interconnesso che permetta allo Stato membro nella cui giurisdizione è costituita una società di informare le autorità competenti degli altri Stati circa i cambiamenti di maggiore rilievo che abbiano interessato la stessa.

Quanto sopra crea un panorama informativo comunitario che permetterà alle autorità nazionali competenti di poter agevolmente fare affidamento alle informazioni ricevute da autorità straniere.

Certamente la proposta, ove trasformata in direttiva, comporterà significativi adattamenti del sistema nazionale e la sua implementazione darà luogo a complessità non solo giuridiche ma anche di carattere tecnologico.

Quella appena descritta è una proposta ad oggi oggetto di discussione in seno al Parlamento Europeo; nei prossimi mesi si trasformerà in una direttiva ed allora si avrà contezza di dove il processo di digitalizzazione delle procedure societarie sia effettivamente arrivato.

Carlo Riso