Recensioni online, nuove procedure UDRP per la tutela dei marchi alle Maldive: le novità IP di aprile 2026

Orizzonti IP e Advertising: proteggere le idee, potenziare l’impresa | Aprile 2026

Orizzonti IP e Advertising è la newsletter del dipartimento IP di Andersen, un’iniziativa nata per ridurre il divario tra diritto e operatività aziendale.
Gli avvocati Francesco Inturri ed Emanuele Sacchetto propongono una selezione di approfondimenti pensati per supportare imprenditori e manager nelle decisioni legate alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale, in Italia e all’estero.

Di seguito un estratto del numero di aprile 2026 della newsletter che tratta dei maggiori cambiamenti nel mondo della proprietà intellettuale e della pubblicità con un’analisi ragionata e puntuale delle  novità normative e dei casi giurisprudenziali, per fornire consigli pratici di natura legale e fiscale.

Nuove regole sulle recensioni online: cosa cambia dal 2026

Con l’entrata in vigore della Legge PMI 2026, il legislatore interviene in modo deciso per contrastare il fenomeno delle recensioni false, soprattutto nei settori della ristorazione e del turismo. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza e affidabilità delle valutazioni online, introducendo criteri chiari di liceità e specifici divieti.

Quando una recensione è considerata lecita

Le nuove disposizioni stabiliscono parametri precisi affinché una recensione possa essere considerata legittima. In concreto, per essere valida, una recensione deve:

  • essere pubblicata entro 30 giorni dall’esperienza di acquisto o fruizione del servizio;
  • provenire da un soggetto che abbia effettivamente utilizzato il prodotto o servizio;
  • non essere incentivata da sconti, premi o altre utilità.

In ogni caso, una recensione perde il requisito di attualità dopo 2 anni dalla pubblicazione e, pertanto, va ritenuta non più valida.

Come richiedere la rimozione di una recensione illecita

Le imprese possono agire per la rimozione di contenuti non conformi, seguendo le procedure previste dall’art. 16, co. 2 del Digital Services Act e cioè è necessario:

  • esporre le motivazioni dell’illiceità della recensione;
  • indicare l’URL esatto del contenuto;
  • fornire i dati identificativi del segnalante (ente o persona fisica);
  • effettuare una dichiarazione di buona fede da parte del segnalante e di completezza delle informazioni e dichiarazioni oggetto della segnalazione.

Recensioni false: divieti e sanzioni

La normativa introduce un divieto assoluto di acquistare, vendere o cedere in alcun modo, anche senza la corresponsione di un compenso, e anche tra imprenditori, recensioni online, apprezzamenti o interazioni.

In caso di violazione, oltre a possibili profili di responsabilità penale, può intervenire l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con sanzioni amministrative, esercitando i propri poteri di indagine e repressione.

Entrata in vigore e prossimi sviluppi

Le nuove regole si applicano esclusivamente alle recensioni pubblicate dopo il 7 aprile 2026. Tuttavia, il quadro normativo è destinato a completarsi con l’adozione di linee guida operative da parte dell’AGCM, che forniranno indicazioni pratiche alle imprese.

Implicazioni operative per le imprese

Alla luce delle nuove disposizioni, le aziende sono chiamate a rafforzare il monitoraggio delle recensioni online e a dotarsi di procedure interne per verificarne la conformità.

Un approccio consapevole e supportato da professionisti specializzati nella materia consente di tutelare efficacemente la reputazione aziendale nel contesto digitale.

Tutela dei marchi online: la nuova procedura UDRP accelerata

Cos’è la Priority UDRP e quali sono i vantaggi

A partire dal 9 marzo 2026, l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale ha introdotto la Priority UDRP, una procedura opzionale accelerata per il recupero dei nomi a dominio registrati illecitamente e contenenti marchi altrui. Si tratta di un’evoluzione della tradizionale UDRP (Uniform Dispute Resolution Procedure), pensata per offrire alle imprese uno strumento più rapido ed efficace.

Cosa cambia rispetto alla procedura UDRP ordinaria

La principale novità riguarda la tempistica: la Priority UDRP consente di ottenere una decisione entro circa un mese dall’avvio del procedimento, riducendo sensibilmente i tempi rispetto alla procedura standard.

Questo risultato è reso possibile da una gestione amministrativa più efficiente, affidata a un team dedicato. Resta comunque garantito il pieno diritto di difesa delle parti.

È importante sottolineare che la nuova procedura non sostituisce quella ordinaria, ma si affianca ad essa come opzione alternativa.

Costi della procedura accelerata

L’accesso alla Priority UDRP comporta costi più elevati rispetto alla procedura tradizionale. Le tasse ammontano infatti a circa 4.000 USD, contro importi mediamente inferiori per la UDRP ordinaria.

È tuttavia prevista una riduzione dei costi in caso di ritiro anticipato del ricorso: se la procedura viene interrotta prima della notifica alla controparte, l’importo trattenuto è minimo; aumenta leggermente se il ritiro avviene in una fase successiva, ma resta comunque più favorevole rispetto al passato.

Ambito di applicazione della Priority UDRP

La procedura accelerata è accessibile solo in presenza di determinate condizioni, tipiche dei procedimenti d’urgenza. In particolare deve trattarsi di controversie:

  • relativamente semplici;
  • riguardanti un numero limitato di nomi a dominio; e
  • risolvibili da un arbitro unico, senza richiesta di un collegio più ampio.

Quando conviene utilizzare la Priority UDRP

Considerati i costi più elevati, la Priority UDRP è particolarmente indicata nei casi in cui la rapidità dell’intervento è decisiva. Ciò avviene, ad esempio, durante il lancio di nuovi prodotti o campagne, oppure quando i nomi a dominio sono utilizzati per attività illecite come phishing o frodi online.

In queste situazioni, un intervento tempestivo può risultare fondamentale per limitare danni economici e proteggere la reputazione del marchio.

Registrazione marchi all’estero: il nuovo sistema delle Maldive

Un sistema moderno di tutela

Con l’entrata in vigore della nuova normativa (Trademark Act 19/2025), le Maldive introducono per la prima volta un sistema strutturato di registrazione dei marchi, allineato agli standard internazionali. Il nuovo modello supera definitivamente il precedente meccanismo basato sulle Cautionary Notices, prevedendo un registro ufficiale gestito dal Maldives Intellectual Property Office.

Le principali novità del nuovo sistema di tutela dei marchi

La principale innovazione consiste nell’introduzione di un sistema di registrazione formale fondato sul principio del “first-to-file”, secondo cui il diritto sul marchio spetta a chi per primo ne deposita la domanda.

Questo segna un cambiamento significativo rispetto al passato, quando la tutela del marchio era affidata a pubblicazioni periodiche su giornali locali, con minori garanzie di certezza giuridica.

Il nuovo quadro normativo introduce, inoltre, una tutela più ampia e moderna dei marchi. Tra gli elementi più rilevanti vi sono l’estensione della nozione di marchio anche a segni non tradizionali, la possibilità di registrare marchi collettivi e di certificazione e un sistema di esame più strutturato.

Vengono inoltre previsti un periodo di opposizione, una durata della protezione pari a dieci anni rinnovabili e strumenti più efficaci per contrastare fenomeni di contraffazione, anche attraverso rimedi civili e penali. È infine disciplinata la decadenza del marchio in caso di mancato utilizzo.

Entrata in vigore e periodo transitorio

La nuova disciplina entrerà in vigore l’11 novembre 2026, ma il sistema sarà pienamente operativo solo nel 2027, anche in attesa delle linee guida applicative.

È previsto un periodo transitorio di dodici mesi durante il quale i titolari di marchi già utilizzati dovranno procedere alla registrazione formale per non perdere i diritti acquisiti. Questo passaggio è cruciale per mantenere la priorità derivante dall’uso precedente.

Implicazioni operative per le imprese

Le imprese interessate al mercato maldiviano devono pianificare tempestivamente le proprie strategie di tutela. In particolare, è consigliabile continuare a utilizzare gli strumenti precedenti fino alla piena operatività del nuovo sistema e, parallelamente, avviare le procedure di registrazione.

Un approccio proattivo, supportato da consulenti esperti, consente di ridurre il rischio di registrazioni in mala fede da parte di terzi e di garantire una protezione efficace dei propri asset immateriali.

Pillole di giurisprudenza

  • Marchio e promozione pubblicitaria: l’ex appartenente a una rete di assistenza ha diritto ad utilizzare un marchio registrato altrui per descrivere i propri servizi e prodotti
  • Design non registrato: la tutela accordata al design non registrato protegge solo dalla copiatura volontaria e dura solo 3 anni dalla prima divulgazione al pubblico

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