Moda sostenibile: nuove misure e principali normative

Il settore tessile si posiziona come uno dei pilastri industriali più impattanti sia dal punto di vista economico che per la modalità di utilizzo e di consumo dei suoi prodotti. Come avevamo evidenziato in un precedente articolo La sostenibilità nella moda: da fast a sustainable fashion, il tessile porta con sé complesse filiere industriali dal forte impatto ambientale e sociale e questo a causa della frammentazione e dell’eterogeneità dei prodotti, che posizionano la produzione di abbigliamento, calzature e tessuti tra i principali responsabili di inquinamento idrico, emissioni di gas serra e sovraffollamento nelle discariche.

Come sottolineato dal Presidente del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite nel corso del Sustainable Fashion Summit del 2019, il principio di sostenibilità e le regole dell’economia circolare devono essere rispettati anche nel settore della moda.

In Europa il settore tessile assume particolare importanza occupando 1,7 milioni di lavoratori e che operano in numerose micro, piccole e medie imprese. In risposta a questa problematica dal 2020 la Commissione europea si è impegnata a definire nuove misure volte a guidare il settore verso una transizione verso la sostenibilità e la tracciabilità dei prodotti.

Nella seconda parte dell’approfondimento sulla moda sostenibile parleremo nel dettaglio delle strategie adottate e delle implementazione delle regole esistenti per disincentivare il consumo smodato di capi di abbigliamento e tessili in generale.

Strategia sul tessile circolare e sostenibile

Nel 2020, la Commissione europea ha avviato il processo di revisione della normativa tessile. La Strategia sul Tessile Circolare e Sostenibile 2030, pubblicata il 22 marzo 2022, si pone come una serie di azioni ambiziose da realizzarsi entro il 2030 per la transizione del settore tessile europeo. Questa strategia affronta le sfide ambientali e sociali derivanti dalla produzione e dal consumo crescente di prodotti tessili. Secondo uno studio della Commissione europea, la produzione mondiale di prodotti tessili è quasi raddoppiata tra il 2000 e il 2015, e il consumo di abbigliamento e calzature dovrebbe aumentare del 63% entro il 2030. La Strategia mira a rendere i prodotti tessili più durevoli, riparabili e riciclabili, riducendo l’uso di materiali non riciclabili e di conseguenza l’impatto ambientale del settore.

Regolamento sull’Ecodesign

Un pilastro chiave della Strategia è il Regolamento sull’Ecodesign, che si propone di ridurre l’impatto ambientale dei prodotti tessili imponendo norme più rigorose sulla progettazione e la produzione. Questo regolamento, che sostituirà la precedente direttiva del 2009, mira a promuovere l’innovazione nel settore tessile e a favorire l’adozione di pratiche più sostenibili. Il Regolamento sull’Ecodesign introduce specifiche di progettazione vincolanti che dovranno essere eco-compatibile. Vieta, inoltre, la distruzione dei prodotti invenduti combattendo in questo modo l’inquinamento dovuto alle microplastiche. Stabilisce i requisiti per le informazioni e la tracciabilità dei prodotti, promuovendo la responsabilità estesa del produttore e incentivando il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti tessili.

Passaporto Digitale del Prodotto

Un altro elemento chiave è il Passaporto Digitale del Prodotto, che mira a fornire informazioni trasparenti e affidabili sui prodotti tessili. Questo strumento consentirà ai consumatori di fare scelte più consapevoli e alle autorità di monitorare l’impatto ambientale del settore. Inoltre, favorirà la trasmissione delle informazioni sulla sostenibilità basate su altri provvedimenti adottati dall’UE.

Sebbene la Strategia sul Tessile Circolare e Sostenibile rappresenti un importante passo avanti nella trasformazione del settore tessile europeo, rimangono comunque importanti sfide da affrontare. La complessità della supply chain, la resistenza al cambiamento da parte delle imprese e la necessità di investimenti in infrastrutture e tecnologie sostenibili richiederanno un impegno continuo da parte di tutti gli attori coinvolti.

La transizione verso la sostenibilità richiederà una stretta collaborazione tra governi, imprese e consumatori. Solo attraverso un impegno collettivo si potrà creare un futuro migliore per il settore tessile e per il pianeta nel suo insieme.