I gruppi multinazionali rivedono le politiche di transfer pricing

Maricla Pennesi, Partner responsabile area Tax, e Stefano Rossi, Partner, approfondiscono l’impatto dell’emergenza sanitaria sulle transfer pricing policies in un articolo edito da Il Sole 24 Ore.

In seguito ai disagi causati dalla diffusione globale del virus Covid-19, le multinazionali di tutto il mondo sono state costrette a mettere in discussione i contratti di fornitura, appellandosi alle clausola di forza maggiore e valutando mezzi alternativi per dare esecuzione agli obblighi contrattuali.

Per affrontare l’emergenza, le società stanno gradualmente modificando i contenuti dei contratti intercompany, soprattutto per quanto riguarda l’assetto di funzioni svolte, rischi assunti ed asset utilizzati, al fine di supportare la definizione di nuove condizioni finanziarie e commerciali.

Nell’articolo i professionisti valutano anche le potenziali criticità in sede di verifica fiscale e nell’ambito delle procedure di advance pricing agreements sottoscritte o in corso di definizione.

Si ricorda che il capitolo IX delle linee guida messe a disposizione dall’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sui transfer pricing, continua a essere un punto di riferimento nell’applicazione del principio di libera concorrenza, riconoscendo l’impatto di vasta portata della pandemia globale sulle politiche dei prezzi di trasferimento.