Esonero saldo IMU 2020: con il Decreto Ristori bis si amplia la platea dei beneficiari
Per effetto delle ultime disposizioni emanate per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 (DL n. 149/2020, cd. Decreto Ristori bis), è esteso l’esonero della seconda rata IMU 2020, in scadenza il prossimo 16 dicembre 2020, agli immobili e alle relative pertinenze nei quali sono esercitate le attività riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2 del Decreto.
Nello specifico, l’art.5 del suddetto decreto prevede:
- l’abolizione del saldo IMU 2020 per gli immobili e le pertinenze annesse ubicati nei comuni delle zone rosse, caratterizzate da uno scenario di massima gravità dovuto all’alto rischio di incidenza Covid-19 e così identificante secondo quanto previsto con ordinanza del Ministero della Salute ai sensi dell’art. 3 del DPCM 3/2020 e dall’art. 3 del DL 149/2020;
- la possibilità di poter usufruire dell’agevolazione a condizione che l’attività svolta all’interno degli immobili sopra indicati sia tra quelle riportate nell’Allegato 2 al Decreto;
- che i proprietari dell’immobile debbano contestualmente essere i gestori dell’attività esercitata.
L’agevolazione introdotta, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal quadro temporaneo da parte dello Stato, deve ritenersi una integrazione e non una modifica a quanto già stabilito dall’art. 78 DL n.104/2020 e dall’art. 9 DL n.137/2020.
Gli articoli appena citati contenuti nel Decreto Agosto e nel Decreto Ristori prevedono già l’esonero della seconda rata IMU per i seguenti immobili:
- adibiti a stabilimenti balneari, marittimi, fluviali, lacuali e termali;
- rientranti nella categoria D/2 per il settore alberghiero generalizzato (pensioni, agriturismi, campeggi, ecc.);
- appartenenti alla categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di eventi fieristici o manifestazioni;
- rientranti nella categoria D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti;
- riferiti alle categorie economiche riportate nell’Allegato 1 del Decreto Ristori, nello specifico sono le stesse categorie che possono beneficiare del contributo a fondo perduto.
In tutte le misure descritte il minimo comune denominatore è la necessità che il proprietario dell’immobile sia contestualmente anche il gestore delle attività esercita, con la sola variante per il Decreto Ristori bis che prevede l’identificazione dell’attività all’interno della zona rossa.