Energy Release 2.0 e bandi FER 2: novità chiave tra regolamentazione e investimenti nel settore energia
Energy in action | 04.2026
Torna la newsletter Energy in Action, curata dall’Industry Group Energy dello Studio sotto la direzione dei partner Edoardo Fea e Carlo Gioffrè. Come le precedenti edizioni, la newsletter riporta le principali novità in ambito legale e fiscale relative al settore energetico.
In questa edizione, la newsletter presenta le principali novità legislative, fiscali e regolatorie nel settore dell’energia e delle fonti rinnovabili. Tra i temi trattati: il bando Energy Release 2.0 per la realizzazione di nuovi impianti, i nuovi bandi FER 2 del GSE, gli sviluppi normativi in materia di aree idonee a livello regionale e le recenti misure del PNRR a sostegno di biometano, agrivoltaico e comunità energetiche. Ampio spazio è dedicato anche alle novità fiscali, con particolare riferimento al c.d. “Decreto Caro Petrolio bis”, agli incentivi per l’autoproduzione di energia e alle modifiche al credito d’imposta “Transizione 5.0”. Viene inoltre fornita una panoramica della giurisprudenza più recente, con focus su incentivi fotovoltaici, modifiche sostanziali degli impianti, aree non idonee e riesame delle autorizzazioni ambientali.
Energy Release: pubblicato il bando per la realizzazione degli impianti
Il 9 aprile 2026, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato il bando relativo alla procedura competitiva dell’Energy Release 2.0, finalizzata all’assegnazione degli obblighi di realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili, destinati alla restituzione ventennale dell’energia anticipata.
Le domande possono essere presentate dalle ore 12:00 del 13 aprile 2026 e dovranno essere inviate entro le ore 12:00 del 13 maggio 2026, termine inderogabile. L’invio è consentito esclusivamente tramite il Portale ER2.0 Procedura Competitiva.
Il GSE ha inoltre reso disponibili l’avviso pubblico, la guida all’utilizzo del portale e la versione aggiornata delle Regole Operative.
FER 2: nuovi bandi GSE per rinnovabili elettriche
Il GSE ha comunicato che, dall’8 giugno al 7 agosto 2026, sarà possibile presentare le domande di partecipazione ai nuovi bandi previsti dal decreto FER 2 per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Le procedure riguardano in particolare impianti a biogas e biomasse (Gruppo A), impianti fotovoltaici floating su acque interne (Gruppo D) e impianti geotermici a emissioni nulle (Gruppo C-1). Ai fini della partecipazione, il GSE ha reso disponibile la documentazione aggiornata, tra cui le Regole Operative e le guide tecniche per la corretta presentazione delle istanze.
Sono inoltre state definite le tariffe di riferimento applicabili, differenziate in base alla tipologia e alla potenza degli impianti, a conferma del quadro incentivante previsto per le diverse tecnologie.
Decreto PNRR: nuove sovvenzioni per biometano, agrivoltaico e CER
Il decreto PNRR pubblicato in Gazzetta introduce, all’articolo 27, un insieme di misure urgenti in materia ambientale volte a rafforzare gli investimenti nelle energie rinnovabili nell’ambito della Missione 2, Componente 2 del PNRR.
In particolare, vengono istituiti programmi di sovvenzione per contributi in conto capitale destinati a impianti di biometano, agrivoltaico, comunità energetiche rinnovabili e sistemi di autoconsumo collettivo, in linea con gli investimenti previsti dalla strategia europea e dalla decisione di esecuzione del Consiglio del 27 novembre 2025.
La gestione delle misure è affidata al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che opererà sulla base di specifici accordi con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), anche per la regolazione dei flussi finanziari e il subentro nei rapporti già in essere con i beneficiari.
L’accesso ai contributi è riservato ai progetti conformi ai requisiti del d.lgs. 199/2021, nel rispetto delle graduatorie e dei provvedimenti già adottati. Gli impianti finanziati dovranno entrare in esercizio entro 24 mesi dalla stipula degli accordi di concessione.
Il decreto conferma l’obbligo di applicazione del principio DNSH e vieta il cumulo dei contributi con altre agevolazioni europee per le medesime spese ammissibili.
Entro il 30 giugno 2026 il GSE dovrà perfezionare gli accordi con i beneficiari, con possibile proroga di 60 giorni in caso di criticità procedurali. Le decisioni di assegnazione saranno adottate da un comitato indipendente, mentre il GSE dovrà definire entro 45 giorni specifiche regole operative per la gestione degli interventi, incluse le modalità di monitoraggio, rendicontazione ed erogazione dei fondi.
Le novità del c.d. “Decreto Caro Petrolio bis”
I decreti-legge n. 33/2026 (“Caro Petrolio”) e n. 42/2026 (“Caro Petrolio bis”) introducono un insieme coordinato di misure straordinarie per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti e delle tensioni sui mercati energetici internazionali, attraverso strumenti di credito d’imposta e agevolazioni finanziarie.
Il DL n. 33/2026 interviene sui settori maggiormente esposti, in particolare trasporto merci e pesca, riconoscendo crediti d’imposta commisurati all’incremento dei costi del carburante nel periodo marzo–maggio 2026 rispetto ai livelli precedenti. L’obiettivo è compensare l’aumento dei costi operativi in comparti ad alta intensità energetica e con limitata capacità di assorbimento dei rincari.
Il DL n. 42/2026 amplia il perimetro degli interventi, includendo il settore agricolo, il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle imprese e il rafforzamento delle politiche di transizione energetica e digitale. Per il comparto agricolo è previsto un credito d’imposta fino al 20% delle spese per carburante, mentre per l’internazionalizzazione viene potenziato il Fondo 394/81 con contributi a fondo perduto fino al 30% per le PMI, subordinati a requisiti legati alla transizione green/digitale e all’impatto delle crisi energetiche e geopolitiche.
Un intervento centrale riguarda la revisione del credito d’imposta “Transizione 5.0”, che viene riorganizzato sia sul piano temporale sia finanziario: gli investimenti produttivi dovranno essere utilizzati entro il 2026, mentre quelli legati all’autoproduzione energetica seguono una programmazione pluriennale fino al 2028. Contestualmente, viene rafforzata la dotazione finanziaria e incrementata l’intensità dell’agevolazione.
Infine, il decreto introduce un ulteriore contributo per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, destinato agli investimenti in impianti e sistemi di accumulo per autoconsumo, inclusi costi di certificazione e verifiche ambientali, con erogazione affidata al MiMiT con il supporto del GSE.
Nel complesso, il pacchetto normativo combina misure emergenziali di sostegno ai costi energetici con interventi strutturali orientati a innovazione, competitività e transizione ecologica, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del sistema produttivo italiano in un contesto di elevata instabilità dei mercati energetici.
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