Decreto Bollette 2026: le novità che ridisegnano il settore energetico

Energy in action | 02.2026

Torna la newsletter Energy in Action, curata dall’Industry Group Energy dello Studio sotto la direzione dei partner Edoardo Fea e Carlo Gioffrè. Come le precedenti edizioni, la newsletter riporta le principali novità in ambito legale e fiscale relative al settore energetico.

In questa edizione, la newsletter analizza le principali novità normative e fiscali per il settore energetico, con focus sul Decreto Bollette 2026, sugli sviluppi del meccanismo Energy Release e sulle misure del PNRR a sostegno delle rinnovabili. Vengono inoltre esaminati alcuni recenti aggiornamenti regolatori e significative pronunce giurisprudenziali in materia di impianti eolici e fotovoltaici.

Le novità del Decreto Bollette

Il Decreto-Legge 20 febbraio 2026, n. 21 (c.d. Decreto Bollette) introduce misure urgenti per ridurre il costo dell’energia elettrica, sostenere la competitività delle imprese e favorire la decarbonizzazione dell’industria, intervenendo anche sulla gestione della capacità delle reti elettriche.

Tra gli interventi principali vi è la revisione del sistema di incentivazione del fotovoltaico in Conto Energia per gli impianti di potenza superiore a 20 kW. I titolari possono aderire volontariamente a un meccanismo di riduzione temporanea delle tariffe premio (all’85% o al 70% per il periodo 2026-2027), in cambio di una proroga della durata delle convenzioni con il GSE. In alternativa, è prevista la possibilità di uscire anticipatamente dal sistema incentivante a partire dal 2028, entro un limite complessivo di 10 GW, ricevendo i corrispettivi in rate decennali rivalutate.

Il decreto rafforza inoltre la contrattazione di lungo termine di energia rinnovabile, con particolare attenzione alle PMI, attraverso il potenziamento della piattaforma del GSE e la possibilità per quest’ultimo di operare come garante di ultima istanza.

Infine, vengono introdotte modifiche al Testo Unico FER (d.lgs. 190/2024) in materia di connessioni alla rete per impianti rinnovabili e sistemi di accumulo, con l’obiettivo di rendere il sistema più flessibile e competitivo e di superare fenomeni di saturazione virtuale della rete.

Prima declinazione del contributo Energy Release 2.0 nel bilancio 2025

Con il parere del 17 febbraio 2026, l’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) ha fornito chiarimenti sul trattamento contabile dell’Energy Release 2.0 nei bilanci redatti secondo i principi contabili nazionali. Il meccanismo, introdotto dal D.L. 181/2023 e attuato dal decreto n. 268/2024, riconosce alle imprese energivore, per il triennio 2025-2027, un beneficio pari alla differenza tra il prezzo di mercato dell’energia e quello fissato dal GSE (65 €/MWh).

Il beneficio è subordinato all’impegno a realizzare nuova capacità da fonti rinnovabili entro 40 mesi e a restituire l’energia anticipata nell’arco di 20 anni. L’OIC ha analizzato in particolare il caso, ritenuto prevalente, in cui l’impresa trasferisca a un soggetto terzo gli obblighi di costruzione degli impianti e di restituzione dell’energia.

In tale configurazione, applicando il principio della prevalenza della sostanza sulla forma, il beneficio è qualificato come contributo in conto esercizio, poiché finalizzato a ridurre il costo dell’energia, e non come contributo in conto impianti.

Ai fini della rilevazione nel bilancio 2025, il diritto al contributo sorge con la comunicazione dell’esito positivo della procedura da parte del GSE e con la sottoscrizione del contratto. Tuttavia, l’iscrizione è possibile solo se, alla chiusura dell’esercizio, il rischio di restituzione delle somme percepite è remoto, valutazione che richiede un’analisi prudenziale delle condizioni contrattuali e delle garanzie fornite dal soggetto terzo.

Incentivi PNRR per le rinnovabili: le novità energy del DL PNRR 2026  

Il 29 gennaio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto-Legge PNRR 2026, che all’articolo 28 introduce programmi di sovvenzione destinati a sostenere investimenti in impianti di biometano, agrivoltaico, comunità energetiche rinnovabili e sistemi di autoconsumo collettivo, nell’ambito della Missione 2, Componente 2 del PNRR.

La norma affida al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la gestione operativa e finanziaria dei programmi, sulla base di accordi con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il GSE subentra inoltre nei rapporti giuridici già instaurati con i beneficiari, garantendo continuità nell’erogazione delle agevolazioni.

L’accesso ai contributi è subordinato al rispetto dei requisiti previsti dai decreti attuativi del d.lgs. 199/2021, mentre gli impianti finanziati devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla comunicazione della concessione, pena la perdita del beneficio.

La norma richiede inoltre il rispetto del principio “Do No Significant Harm” (DNSH) e stabilisce il divieto di cumulabilità con altri finanziamenti o agevolazioni europee sugli stessi costi.

Sul piano procedurale, il GSE dovrà stipulare gli accordi di concessione entro il 30 giugno 2026 e adottare specifiche regole operative per l’attuazione e la rendicontazione degli investimenti. Il decreto prevede infine la possibilità di anticipare fino al 10% delle risorse PNRR per l’avvio delle misure e autorizza 16 milioni di euro per il 2026 destinati a progetti legati all’uso dell’idrogeno nei settori hard-to-abate.