Decreto Cura Italia: provvedimenti a sostegno del lavoro

Il decreto Cura Italia prevede misure a sostegno del lavoro, all’estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali a tutto il territorio nazionale e di sostegno ai lavoratori.

I datori di lavoro che nell’anno 2020 prevedano una sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza potranno presentazione di domanda per il trattamento ordinario di integrazione salariale o assegno ordinario con causale “emergenza Covid-19”. Il trattamento economico può decorrere dal 23.02.2020 ed ha una durata massima di nove settimane e dovrà essere usufruito entro il mese di agosto 2020.

La cassa integrazione in deroga si applica ai datori di lavoro del settore privato, indipendentemente dal numero di dipendenti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario.

Le modalità applicative saranno stabilite dalle singole Regioni. I trattamenti in questione sono concessi con decreto delle Regioni e delle Province autonome interessate, da trasmettere all’INPS in modalità telematica entro quarantotto ore dall’adozione.

Il trattamento di cassa integrazione salariale in deroga può essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS ed è previsto per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane.

Viene riconosciuta a determinate categorie di lavoratori autonomi e professionisti una indennità per lavoratori autonomi e professionisti, per il solo mese di marzo 2020, per un ammontare di 600 euro. In base alla formulazione delle disposizioni, il riconoscimento dell’indennità prescinde dalla dimostrazione che l’emergenza sanitaria abbia effettivamente avuto effetti negativi sulla attività svolta, oppure abbia comportato sospensione o cessazione della medesima.

Nel Decreto si riconosce il bonus ai liberi professionisti (soggetti partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo, esercenti attività professionali e artistiche di cui al primo co. art. 53 TUIR) titolari di Partita Iva attiva alla data del 23.02.2020 e per i lavoratori titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione Separata INPS.

Il decreto Cura Italia introduce anche una misura di aiuto per i lavoratori genitori (inclusi i genitori affidatari) di figli di età non superiore ai 12 anni (limite che non si applica in caso di disabilità) che hanno diritto a un congedo, riconosciuto alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di quindici giorni che potrà essere fatto valere anche con efficacia retroattiva dal 5.03.2020.

È previsto anche un congedo non retribuito a favore dei genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età tra i 12 e i 16 anni, a certe condizioni (specificate nella circolare allegata).

I beneficiari del congedo retribuito possono, in alternativa, richiedere un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado.
Riguardo il trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria, viene applicato ai datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria che al 23.02.2020 avevano in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario. Possono richiederlo per eventi riconducibili all’emergenza da Covid-19, per un periodo non superiore a nove settimane.

Il decreto Cura Italia prevede anche per i datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale che al 23.02.2020 avevano in corso un assegno di solidarietà, la possibilità di presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario per eventi legati all’emergenza, per un periodo non superiore a nove settimane.

Queste ed ulteriori misure – quali l’estensione della durata dei permessi retribuiti e la proroga dei termini in materia di domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL – sono spiegate e dettagliate nella circolare allegata.