Confermata in appello la validità della russian roulette clause

La legittimità e validità della russian roulette clause è stata confermata dalla Corte d’Appello di Roma chiamata a pronunciarsi nel giudizio instaurato avverso la sentenza in cui nel 2017 il Tribunale si era espresso sulla meritevolezza ex art. 1322 comma 2 c.c. di tale clausola inserita all’interno di un patto parasociale.

La pattuizione della russian roulette clause è rimessa esclusivamente alla volontà dei soci che, in società paritetiche, possono preventivamente stabilire che in caso di stallo decisionale uno dei due possa rivolgere un’offerta di acquisto delle partecipazioni sociali dell’altro socio il quale, a sua, volta, potrà scegliere di vendergliele oppure di acquistare la partecipazione del primo allo stesso prezzo da lui proposto.

Nel caso oggetto di disamina, la clausola, inserita all’interno di un patto parasociale, conferiva ad uno dei soci (preventivamente determinato) il potere di avviare la procedura di exit formulando il prezzo di acquisto della partecipazione sociale dell’altro socio nel termine di 180 giorni decorrenti dal c.d. trigger event. In caso di mancato esercizio di tale potere, l’altro socio avrebbe potuto prendere l’iniziativa e risolvere così lo stallo decisionale.

La decisione del Tribunale di Roma (si rimanda sul punto a quanto esaminato nella precedente newsletter sullo stesso tema), che aveva ritenuto la clausola in commento valida e meritevole di tutela, è stata confermata nel giudizio instaurato avanti alla Corte d’Appello che, con la sentenza emessa in data 03/02/2020, ha respinto tutti i motivi di doglianza formulati dall’appellante.

In particolare, la Corte d’Appello romana ha statuito che:

– le circostanze manifestatesi nel corso del tempo non hanno incidenza sul giudizio di meritevolezza della clausola e sul giudizio di nullità della stessa per mancanza di causa in quanto la sintesi degli interessi perseguiti dal contratto va valutata ex ante e non alla luce di accadimenti successivi.

Irrilevante è, quindi, che uno dei due soci possa profittare della condizione di dipendenza e debolezza dell’altro se si tratta di una condizione verificatasi successivamente alla pattuizione;

– la clausola non può considerarsi nulla per vizio dell’oggetto.

La possibilità offerta all’oblato di scegliere tra la vendita o l’acquisto scongiura ed esclude qualsiasi arbitrio dell’altro socio nel determinare il valore della partecipazione sociale senza alcuna predeterminazione dei criteri da seguire;

– non è necessario inserire nella russian roulette clause un meccanismo di equa valorizzazione delle partecipazioni in quanto il rischio della determinazione di un prezzo iniquo da parte di chi prende l’iniziativa è evitato dal meccanismo stesso della clausola che consente all’oblato di rovesciare la situazione.

La Corte, inoltre, dopo un’attenta disamina circa le differenze tra la russian roulette clause e la clausola di drag along è giunta ad affermare la non necessità della predeterminazione di una equa valorizzazione delle partecipazioni in quanto l’esistenza del potere di scelta per l’oblato tra vendere o comprare al prezzo da altri determinato comporta una situazione giuridica diversa rispetto a chi è soggetto all’altrui diritto potestativo di riscatto (come avviene nel caso di pattuizione della drag along).

Peraltro, a giudizio della Corte, quando la russian roulette clause viene inserita in un patto parasociale non possono porsi vincoli e limiti normativi alla libertà negoziale delle parti che, quindi, sono libere di non prevedere una modalità di determinazione dell’equa valorizzazione delle partecipazioni;

– la clausola non viola il divieto di patto leonino.

Il patto leonino presuppone l’esclusione totale e costante del socio dalla partecipazione dalle perdite o dagli utili mentre l’attivazione della russian roulette clause non solo è subordinato al verificarsi di determinati eventi prestabiliti ma, in ogni caso, fino a quel momento ciascun socio consegue gli utili o subisce le perdite;

– la clausola non viola l’art. 2341 bis c.c. in quanto non obbliga le parti al rinnovo dei patti parasociali. L’eventuale inserimento tra i trigger events del mancato rinnovo del patto è finalizzato a risistemare gli equilibri all’interno della compagine sociale e quindi la clausola avrebbe la funzione di disciplinare ex ante la ridefinizione dei rapporti nel caso in cui il rapporto parasociale cessi di esistere.

In conclusione, la Corte d’Appello, nel respingere tutti i motivi di doglianza, ha ribadito la validità della russian roulette clause che, quindi, deve considerarsi clausola pienamente valida ed efficace in quanto diretta a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico.

 

Desiree Pasquariello