Carlo Gioffrè per Italia Oggi – Rinnovabili: il Tar Lazio riscrive le regole sulle aree idonee. Verso una nuova disciplina nazionale e regionale

Il quadro normativo per l’individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili è destinato a cambiare radicalmente. Con la sentenza n. 9155/2025 e le ordinanze n. 9168 e n. 9164 del 13 maggio 2025, il Tar Lazio ha posto un freno deciso all’attuale disciplina, imponendo una revisione sia a livello statale che regionale.

In questo articolo pubblicato sul quotidiano Italia Oggi l’avvocato Carlo Gioffrè, partner e coordinatore dell’Energy Industry Group dello Studio, analizza la sentenza e le ordinanze che porteranno al cambiamento.

Le censure del Tar al decreto ministeriale del 21 giugno 2024

Il giudice amministrativo ha annullato le disposizioni del decreto ministeriale che stabilivano i criteri generali per l’individuazione delle aree idonee e le fasce di rispetto per l’installazione degli impianti. Le ragioni sono due:

  • Assenza di criteri chiari e specifici per la definizione delle aree idonee, con conseguente disomogeneità nell’applicazione regionale e violazione della delega legislativa;

  • Mancanza di parametri oggettivi per l’individuazione delle fasce di rispetto da beni tutelati, con l’impossibilità di fissare limiti generici (es. 7 km) indipendentemente dalla fonte utilizzata o dalla dimensione dell’impianto.

Il Ministero avrà ora 60 giorni per riscrivere i criteri, cui dovranno uniformarsi anche le normative regionali.

Il caso Sardegna: la Corte costituzionale chiamata a pronunciarsi

Con l’ordinanza n. 9168, il Tar ha sollevato dubbi di legittimità costituzionale sulla legge regionale sarda in materia di aree idonee. Secondo il giudice, una Regione non può escludere in via generale la possibilità di realizzare impianti FER nelle aree dichiarate “non idonee”, né può vanificare retroattivamente autorizzazioni già concesse, senza prevedere misure di salvaguardia. La legge sarda, precludendo quasi totalmente il territorio regionale all’installazione di impianti rinnovabili, rischia di bloccare il processo di transizione energetica.

Moduli fotovoltaici a terra: dubbi anche sul decreto agricoltura

Infine, con l’ordinanza n. 9164, il Tar ha rimesso alla Corte costituzionale anche la questione del divieto generalizzato di installare impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole, previsto dal decreto-legge 63/2024 (cd. decreto agricoltura). Il divieto – che ammette solo alcune eccezioni per impianti agrivoltaici “avanzati” – potrebbe essere in contrasto con la normativa europea che mira alla massima diffusione delle energie rinnovabili.

Verso una nuova fase per la regolazione delle FER

Le decisioni del Tar segnano un punto di svolta. Il legislatore nazionale dovrà intervenire per riscrivere la cornice regolatoria, mentre le Regioni dovranno adeguare o riformulare le proprie leggi, nel rispetto dei principi fissati dal giudice amministrativo e, in prospettiva, dalla Corte costituzionale. Obiettivo: garantire certezza giuridica agli operatori e non ostacolare gli impegni assunti a livello europeo in materia di transizione energetica.