Decreto Liquidità – Provvedimenti a sostegno del lavoro

Il Decreto Liquidità ha esteso la platea dei dipendenti che possono avere accesso agli ammortizzatori sociali anche a quelli assunti successivamente alla data del 23.2.2020 (data convenzionale nella quale è stata identificato l’inizio dell’epidemia causata dalla diffusione del coronavirus).

Le disposizioni in materia di lavoro estendono i trattamenti di integrazione salariale previsti dal decreto Cura Italia anche ai lavoratori assunti fra il 24 febbraio e il 17 marzo 2020. Ricordiamo che i datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza Covid-19”. Queste misure si riferisco a periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020, per una durata massima di nove settimane e comunque entro il mese di agosto 2020.

Il nuovo Decreto disciplina anche la cassa integrazione in deroga, destinata ai datori di lavoro privati (anche agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti) ai quali non si applicano le tutele in materia di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro.

Rientrano nel campo di applicazione di questo strumento di integrazione salariale le imprese cui non si applica la CIGO e i datori di lavoro che occupano mediamente meno di cinque dipendenti e quindi non possono fruire del F.I.S. (Fondo Integrazione Salariale).

Per entrambi gli strumenti di integrazione salariale, il Decreto prevedeva che ne potessero beneficiare i lavoratori già dipendenti alla data del 23.2.2020, non trovando applicazione il requisito dell’anzianità di effettivo lavoro di almeno novanta giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione.

 

Maggiori dettagli nella circolare allegata che integra il documento sui provvedimenti a sostegno del lavoro, precedentemente pubblicato.