La presunzione di distribuzione degli utili anche ai soci costituiti in società di capitali

L’Ordinanza n. 27049/2019 della Corte di Cassazione ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili accertati in capo a una società di capitali a ristretta base sociale può essere applicata anche qualora i soci siano costituiti sotto forma di società di capitali.

Nel caso esaminato dalla Corte la compagine sociale di una Srl era costituita da due soci, di cui una persona fisica e una società Spa, la quale a sua volta era partecipata da due soci persone fisiche, ovvero il medesimo socio della Srl ed il suo coniuge. La Suprema Corte ha confermato l’applicazione della presunzione di distribuzione degli utili extra bilancio accertati in capo alla Srl anche ai soci della società di capitali partecipante alla Srl medesima: in questo caso la presunzione si estende ai soci cosiddetti di secondo grado, cioè alla compagine sociale della società partecipante alla Srl.

L’ordinanza in commento ha rimarcato inoltre che, ferma la libertà nella scelta organizzativa per la titolarità dell’impresa, non potrà essere opposta l’esistenza di un soggetto intermedio persona giuridica per sottrarre i soci effettivi alla presunzione di distribuzione degli utili non contabilizzati. In applicazione del più generale principio di divieto di abuso del diritto, infatti, “lo strumento più idoneo è quello di riconoscere che l’efficacia della presunzione dell’imputazione ai soci si estende a tutti i gradi di organizzazione societaria per i quali si mantenga e si riscontri la ristrettezza della compagine sociale”..