Termine lungo di 60 giorni per l’opposizione dei creditori in caso di scissioni senza S.p.A.

Tribunale di Novara, decreto 2366/2020

Con il decreto 2366/2020, il Tribunale di Novara è intervenuto nel tema dell’opposizione dei creditori all’operazione di scissione, affermando che non si possa applicare la riduzione da 60 a 30 giorni di cui all’art. 2505-quater Cod. Civile.

Il Giudice di merito ha così formulato la prima pronuncia giurisprudenziale sul tema, inserendosi all’interno di uno spinoso dibattito dottrinale, che ruota intorno all’interpretazione dell’art.2506-ter del Codice civile: quest’ultimo, infatti, pone le basi normative dell’operazione di scissione, richiamando puntualmente – ai fini dell’applicabilità – una serie di articoli dedicati all’operazione di fusione. Tuttavia, tra gli articoli richiamati non compare l’art.2505-quater, secondo cui il termine per l’opposizione dei crediti è ridotto alla metà, nel caso in cui all’operazione di fusione non partecipino società azionarie.

Il mancato richiamo esplicito dell’articolo in questione ha acceso un dibattito sul tema.

Il Tribunale di Novara sì è allineato con l’interpretazione più letterale della norma, secondo cui è necessario attenersi alla volontà espressa del legislatore, il quale non richiama né menziona l’art.2505-quater. La motivazione della decisione risiede nella differenza sostanziale che intercorre tra le due operazioni, in virtù del fatto che la scissione è un’operazione maggiormente aleatoria per i creditori della società scissa, poiché quest’ultima si priva di una parte del suo patrimonio. A tal fine, il decreto 2366/2020 ha voluto mantenere quindi un’impostazione più prudente, attribuendo una tutela rinforzata ai creditori (i quali, infatti, avranno un termine ben più ampio per l’opposizione).

Fabiano Belluzzi