La reazione degli studi legali italiani alla crisi russo-ucraina

Italia Oggi dedica un approfondimento alla risposta degli studi legali alla crisi innescata dal conflitto in Ucraina. Nell’ultimo anno moltissime sedi russe degli studi internazionali si sono svuotate, di pari passo con l’esodo delle grandi aziende.

Tuttavia, la decisione degli avvocati se continuare o meno a prestare servizio per i propri clienti coinvolti dalle sanzioni è complicata da diversi fattori. Fra questi, rendono comprensibile la scelta di chi si è allontanato elementi come l’incidenza delle sanzioni e delle controsanzioni, la sospensione delle attività di buona parte delle multinazionali occidentali in Russia, la paralisi delle operazioni di export, le criticità nei pagamenti, nei trasferimenti di persone e beni, negli approvvigionamenti e nella gestione dei contatti, oltre all’effettiva volontà di prendere una posizione e al rischio a cui sarebbe esposta la reputazione delle compagnie se avessero deciso di restare.

La responsabilità degli studi legali verso i propri assistiti

In questa complicata situazione, i professionisti hanno dovuto confrontarsi anche con la delicata questione dell’accesso alla giustizia: uno dei principi deontologici alla base dell’etica forense è l’obbligo di non abbandonare la propria clientela e di pensare sempre alla salvaguardia degli interessi dell’assistito. Ciò significa che non sarebbe professionale smettere di seguire i mandatari già assistiti, mancando alla fiducia che è stata riposta nella figura del professionista, nelle sue qualità tecniche, professionali e morali.

Andrea Ferrandi, Partner e Coordinatore del dipartimento Legal di Andersen in Italy, ha contribuito all’articolo commentando: “La situazione odierna determinerà, a tendere, una diminuzione dell’attività professionale, visto il progressivo abbandono degli investimenti verso la Russia. Ciò nonostante, le imprese italiane oggi, più che mai, necessitano di un’assistenza sul territorio straniero proprio per i rapporti interrotti o divenuti più gravosi a seguito del conflitto bellico e gli studi legali stanno rispondendo per quanto compete loro.”

È questa dinamica a far sì che molti studi abbiano scelto di rafforzare i propri Russian Desk, così da poter rispondere più efficacemente alle nuove problematiche dei propri clienti e alle novità introdotte dai dialoghi internazionali con le controparti russe e bielorusse.

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