Sospensione degli ammortamenti – Confermata l’estensione per gli esercizi 2021 e 2022

La Legge 25/2022, di conversione del DL 4/2022, ha esteso ai periodi d’imposta 2021 e 2022 la facoltà di sospendere gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali.

I profili caratteristici possono essere sintetizzati come segue:

  • ambito soggettivo: la facoltà è accordata ai soli soggetti che non adottano i principi contabili internazionali per la redazione del proprio bilancio di esercizio;
  • ambito temporale: la possibilità di sospendere gli ammortamenti può essere esercitata nei bilanci 2021 e 2022 sia dalle imprese che già se ne sono avvalse nel 2020 sia da quelle che non ne hanno beneficiato;
  • ambito oggettivo: la sospensione riguarda gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali, può essere totale o parziale e può essere effettuata con riferimento a singole categorie di beni o a singoli cespiti ammortizzabili.

Il nuovo testo normativo non contiene più l’indicazione che la quota di ammortamento non effettuata doveva essere imputata al conto economico dell’esercizio successivo prolungando di fatto il piano di ammortamento originario del cespite di un anno.

Spetta adesso all’organo amministrativo verificare se la vita utile del cespite possa essere allungata in modo da mantenere costanti le quote di ammortamento o se invece le quote sospese devono andare ad incrementare le quote di ammortamento residue in quanto la vita utile del cespite non si è modificata.

In ogni caso la sospensione degli ammortamenti comporta che:

  • in sede di destinazione dell’utile di esercizio venga accantonato a riserva indisponibile un importo pari a quello delle quote di ammortamento sospese;
  • in nota integrativa vengano date informazioni sulle ragioni della deroga, sulla riserva indisponibile e sull’impatto della deroga in termini economici e patrimoniali.

Sotto il profilo fiscale il contribuente ha la possibilità (e non l’obbligo) di dedurre – ai fini IRES e IRAP – gli ammortamenti sospesi e, nel caso decidesse di esercitare tale facoltà, ha però l’obbligo di rilevare la corrispondente fiscalità differita.