Rivalutazione civilista anche nei bilanci al 31 dicembre 2021

Il maxiemendamento alla legge di conversione del DL Sostegni introduce un nuovo comma all’art. 110 del Dl 104/2020 c.d. “Agosto” che permetterebbe la rivalutazione dei beni, senza il riconoscimento fiscale dei maggiori valori, anche nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2021.

La novità prevista dall’emendamento, approvato dal Senato, concederebbe un ulteriore esercizio alle imprese per sfruttare lo strumento della rivalutazione dei beni d’impresa per fronteggiare le eventuali perdite civilistiche generate dallo stato emergenziale da Covid-19 anche nell’esercizio 2021.

I beni rivalutabili rimangono quelli previsti dal DL Agosto, pertanto quelli iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2019 e posseduti, a questo punto, nel bilancio al 2021, esercizio nel quale potrebbero essere rivalutati. Inoltre, i beni oggetto di rivalutazione non devono essere stati rivalutati nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2020.

Non è previsto nel testo dell’emendamento alcuna modifica alla rivalutazione applicabile nel 2020, rassicurando le imprese che hanno già approvato i bilanci con i maggiori valori di rivalutazione.

Si prospetta quindi una rivalutazione dei beni d’impresa nel 2021 con il principale fine di aumentare il patrimonio netto delle imprese, che però a queste condizioni sarà meno appetibile venendo a mancare i vantaggi fiscali (deduzione degli ammortamenti, plusvalenze da cessione e distribuzione riserva con affrancamento al 10%).

Inoltre, è bene ricordare che la rivalutazione civilistica comporta un disallineamento con i valori fiscali, che avranno come conseguenza lo stanziamento di un fondo imposte differite che andrà a riduzione della riserva di rivalutazione.

Insieme alla suddetta novità viene chiarito che la rivalutazione gratuita del settore alberghiero termale, ai sensi dell’art. 6-bis del decreto liquidità, può riguardare anche gli immobili concessi in locazione e affitto d’azienda a soggetti operanti negli stessi settori.