Rilevazione in bilancio del contributo a fondo perduto

Il decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021 (D.L. “Sostegni”) ha introdotto un nuovo contributo a fondo perduto destinato a sostenere le attività economiche danneggiate dall’attuale emergenza epidemiologica.

Tale contributo può essere richiesto dai soggetti titolari di partita Iva che rispettano i seguenti requisiti:

  • ricavi/compensi non superiori a 10 milioni di euro nel 2019 (anno in cui sussistevano condizioni ordinarie);
  • ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 (anno dell’emergenza Covid-19) inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 (requisito quest’ultimo non richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019).

In base a quanto detto, è evidente come tale contributo sia riferibile all’andamento della gestione del 2020. Ciò induce, quindi, a domandarsi se il contributo debba essere iscritto nel bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2020 oppure in quello al 31 dicembre 2021.

Tale questione viene trattata dal principio contabile nazionale OIC 29, nella parte che disciplina i fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio. A tale proposito, il principio contabile distingue tra:

  • fatti successivi che devono essere recepiti nei valori di bilancio: sono quei fatti che modificano condizioni già esistenti alla data di riferimento del bilancio, ma che si manifestano solo dopo la chiusura dell’esercizio e che richiedono modifiche ai valori delle attività e delle passività in bilancio, in conformità al postulato della competenza.

Tali fatti sono rilevati in bilancio per riflettere l’effetto che tali eventi comportano sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico alla data di chiusura dell’esercizio;

  • fatti successivi che non devono essere recepiti nei valori di bilancio: sono quei fatti che modificano situazioni esistenti alla data di riferimento del bilancio, ma che non richiedono variazione dei valori di bilancio, in quanto di competenza dell’esercizio successivo.

Tali fatti non sono rilevati in bilancio. Tuttavia, sono illustrati nella nota integrativa perché rappresentano avvenimenti la cui mancata comunicazione comprometterebbe la possibilità per i destinatari dell’informazione societaria di fare corrette valutazioni e prendere appropriate decisioni.

Dalla lettura di quanto sopra riportato si conclude come il contenuto del DL Sostegni non determini l’esigenza di apportare modifiche ai valori delle attività e delle passività in bilancio. Si tratterebbe, piuttosto, di iscrivere una nuova attività.

Inoltre, nella newsletter di febbraio 2018 l’OIC affermò che “l’’OIC 29 disciplina quando, in conformità al postulato della competenza, è necessario modificare i valori delle attività e delle passività in bilancio. Seguendo tale principio appare chiaro che un fatto successivo non può portare all’iscrizione in bilancio di un credito o di un debito che giuridicamente sia sorto nell’esercizio successivo. Ai sensi dell’OIC 29, un fatto successivo può solo portare ad un aggiornamento delle stime del valore delle attività e delle passività già esistenti alla chiusura dell’esercizio tenuto conto delle condizioni in essere alla data di chiusura del bilancio”.

Pertanto, sulla base di quanto espresso dall’OIC, l’orientamento prevalente ritiene che i contributi a fondo perduto richiesti nel 2021 non debbano essere iscritti nel bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2020.