Le novità introdotte dalla riforma della legge fallimentare

Alessandra Nodari, professionista Andersen esperta in procedure di risanamento e di contenzioso fallimentare e societario, e Marcello Pollio dedicano un approfondimento alla riforma della legge fallimentare in vigore dallo scorso 15 luglio, chiarita da una recente Guida al Codice della crisi pubblicata da Assonime.

Il nuovo approccio alla gestione della crisi e alla tutela della salvaguardia delle imprese

L’obbligo di correttezza è uno dei cardini della crisi d’impresa ed è stato ampliato dall’art. 4 del Codice (dlgs 14/2019) a tutti i soggetti coinvolti. Ciò significa che anche i creditori sono soggetti all’onere di agire in buona fede e trasparenza con precetti speculativi a quelli del debitore, esattamente come per chi è imprenditore e parte principale interessata dalla crisi. Sono dunque tenuti a mantenere la riservatezza sulla situazione del debitore, sulle loro iniziative e sulle informazioni acquisite, anche per quanto riguarda l’avvio delle trattative da parte del debitore.

Nell’ambito della composizione negoziata, è imposto ai creditori e a tutte le parti coinvolte (come fornitori e clienti) di collaborare in modo leale e sollecito con l’imprenditore e l’esperto nominato nella Composizione negoziata della crisi. A ciò si affianca il dovere di dare riscontro tempestivo e motivato alle proposte e alla richieste ricevute, in modo da garantire la rapidità delle procedure e favorirne l’efficacia. In questo modo, è chiarita la rilevanza del ruolo dei creditori finanziari per il successo del tentativo di risanamento dell’impresa: è loro dovere avere parte attiva nelle trattative ed evitare comportamenti ostruzionistici o dilatatori. Ad ogni modo, va tenuto a mente che questo onere non corrisponde al dovere di prestare il proprio consenso alle proposte del debitore, ma solamente di collaborare nel miglior modo possibile per concludere le trattative. In caso contrario, si possono verificare azioni risarcitorie del debitore, di altri creditori o del curatore (nell’eventualità di successivo fallimento).

I doveri del debitore

Oltre al vincolo di correttezza e buona fede, l’imprenditore è soggetto a tre tipi di obblighi:

  1. informare i creditori sulla situazione dell’impresa attraverso notifiche complete, veritiere e trasparenti
  2. adottare tempestivamente le misure idonee al superamento delle difficoltà e alla rapida definizione degli strumenti scelti, nel rispetto dell’obiettivo di garantire l’emersione precoce delle situazioni di difficoltà al fine di massimizzare le chance di superamento delle stesse
  3. gestire il patrimonio nell’interesse prioritario dei debitori durante i procedimenti previsti dal codice, evitando condotte che mettono a rischio la loro garanzia patrimoniale.