Riflessioni e novità in tema di business judgment rule

La business judgment rule è una regola di natura giurisprudenziale di derivazione anglosassone, costantemente applicata nei giudizi concernenti la responsabilità degli amministratori nelle società di capitali (artt. 2392 c.c. e 2476 c.c.).

La responsabilità degli amministratori è di tipo colposo, talché l’amministratore può dimostrare di essere esente da responsabilità fornendo la prova positiva di avere adempiuto i doveri discendenti dalla carica rivestita, con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico, e di avere posto in essere tutto quanto necessario al fine di impedire il compimento del fatto pregiudizievole o di attuarne o eliminarne le conseguenze, qualora egli fosse stato messo a conoscenza dell’evento dannoso.

La business judgment rule considera le scelte imprenditoriali assunte dagli amministratori di una società insindacabili e pertanto l’insuccesso di tali decisioni non assurgere a criterio utilizzabile al fine dell’accertamento della responsabilità ex artt. 2392 c.c. e 2476 c.c.

Una valutazione avente ad oggetto la convenienza del business plan elaborato dagli amministratori di una società impatta inevitabilmente sulla discrezionalità propria dell’organo amministrativo, discrezionalità ritenuta, per l’appunto, insindacabile dalla regola ivi in esame.

Dunque, le scelte di gestione non potranno essere da sole la base sulla quale potrà fondarsi una sentenza sfavorevole per l’amministratore nell’ambito di un giudizio concernente la responsabilità di quest’ultimo; tuttalpiù le scelte di gestione potranno rilevare al fine dell’accertamento della sussistenza di una giusta causa di revoca.

Tuttavia, occorre precisare, che l’insindacabilità delle decisioni imprenditoriali non è assoluta poiché la tendenza, diffusa nelle aule dei tribunali, è quella di applicare la business judgment rule solo se, effettivamente, la scelta di gestione è stata legittimamente compiuta e se ritenuta sufficientemente ragionevole.

Evidenziati i lineamenti generali ed applicativi di tale regola giurisprudenziale merita menzionare l’elemento di novità introdotto dall’ordinanza cautelare pronunciata dal Tribunale di Roma in data 8 aprile 2020 che ha enunciato il seguente principio di diritto: ”La regola dell’insindacabilità delle scelte gestorie degli amministratori di società di capitali (c.d. business judgment rule) può trovare applicazione anche con riferimento alle scelte organizzative, incombenti sugli amministratori ai sensi dell’art. 2381 c.c.

La funzione di predisporre assetti organizzativi adeguati rientra pur sempre nel più vasto ambito della gestione sociale e deve necessariamente essere esercitata impiegando un insopprimibile margine di libertà, per cui le decisioni relative all’espletamento della stessa vengono incluse tra le decisioni strategiche.”

In conclusione, il giudizio di responsabilità degli amministratori non potrà fondarsi sugli errori che questi abbiano commesso attraverso scelte gestorie o organizzative, qualora queste siano legittime e ragionevoli.

In applicazione del principio sopra richiamato pertanto, gli elementi costitutivi della responsabilità in capo ai membri dell’organo gestorio sono configurabili nella violazione degli obblighi imposti dalla legge e dallo statuto e dalla violazione dei canoni di diligenza e soprattutto di prudenza professionale che gli amministratori di società di capitali dovrebbero adottare nell’esercizio della propria attività.

Alla luce di quanto sopra esposto, verrebbe quindi meno l’operatività della business judgment rule, qualora un amministratore, nell’espletamento del proprio incarico, ponga in essere scelte di gestione o organizzative  senza osservare la diligenza e la prudenza richiesta, ipotesi in cui si potrebbero manifestare i presupposti applicativi delle norme concernenti la responsabilità degli amministratori.