Recupero dell’Iva nelle procedure concorsuali: il Decreto Sostegni bis anticipa i termini per l’emissione delle note di variazione

Tempi di recupero più rapidi per i crediti IVA nelle procedure concorsuali. Questo è quanto previsto dall’art. 18 del Decreto “Sostegni bis”, sottoposto all’approvazione del Consiglio dei Ministri nella giornata di giovedì u.s., che ha riproposto la modifica alla formulazione dell’art. 26 DPR 633/72, già prevista nella bozza del Decreto Agosto ma successivamente stralciata dal testo definitivo, con riferimento ai termini di emissione delle note di variazione IVA in diminuzione.

Secondo le nuove disposizioni, che ci si auspica di riscontrare anche nel testo del Decreto che verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la nota di variazione potrà essere emessa dal cedente/prestatore a partire dalla data in cui il cessionario/committente sarà assoggettato ad una procedura concorsuale, senza dover attendere l’esito della stessa, salvo poi effettuare una rettifica di segno opposto qualora il credito venga soddisfatto.

Le nuove prescrizioni troveranno applicazione per le procedure concorsuali avviate a partire dalla data di entrata in vigore del suddetto testo di legge.

Con tali emendamenti il legislatore ha confermato l’intento di dirimere le numerose controversie sul tema, ponendosi in contrasto con la prassi amministrativa, che ha finora assimilato il momento di emissione della nota di variazione a quello in cui la procedura diviene definitivamente infruttuosa. Tale limite, in ipotesi di fallimento, coincide con la scadenza del termine per le osservazioni al piano di riparto finale, ovvero, in assenza di riparto, con la scadenza del termine per il reclamo al decreto di chiusura. Nel concordato preventivo, invece, la definitiva infruttuosità è riconducibile non solo all’esecutività del decreto di omologa, bensì anche al momento in cui il debitore adempie agli obblighi previsti dal piano stesso.

In base alle nuove disposizioni, invece, sorgerà il diritto alla detrazione dell’IVA, corrispondente alla variazione operata, a partire dalla data in cui il debitore si considererà assoggettato alla procedura concorsuale, ovvero dalla data della sentenza dichiarativa in caso di fallimento, dalla data del decreto di omologa nel caso di un accordo di cui all’art. 182 bis L.F., dalla data del decreto di ammissione alla procedura in caso di concordato preventivo, o, ancora, dal decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Infine, il destinatario della nota di variazione in diminuzione non avrà l’obbligo di registrazione della stessa.

In sintesi, l’intervento legislativo dovrebbe uniformare la disciplina del recupero dell’IVA con quella dettata dall’art. 101, comma 5, del TUIR ai fini delle imposte sul reddito, che a livello operativo si traduce nella corrispondenza temporale tra le deduzioni delle perdite su crediti ai fini delle imposte sui redditi e il recupero dell’IVA non incassata riferibile ai crediti stessi.

Marta Pasqui