Proroga dello split payment al 30 giugno 2023: pubblicato il comunicato del MEF

Con comunicato stampa n. 158 del 3 luglio 2020 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato la proroga dell’utilizzo del meccanismo dello split payment fino al 30 giugno 2023, e la decisione sarà formalmente adottata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea non appena saranno finalizzati i testi in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea.

Lo split payment pertanto continuerà ad applicarsi alle operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n. 633.

Si ricorda che lo split payment, che prevede che l’IVA sia versata direttamente all’Erario dal cessionario o committente, scindendo quindi il pagamento del corrispettivo dal pagamento della relativa imposta, è una misura in deroga all’ordinario meccanismo di applicazione della stessa e in quanto tale necessita di autorizzazione del Consiglio dell’UE. Tale autorizzazione era stata dapprima concessa all’Italia con la decisione n. 1401/2015 e, con la decisione n. 784/2017, ne era stato fissato il termine finale di applicazione al 30 giugno 2020.

La richiesta di proroga è stata promossa dall’Italia con lettera protocollata del 4 dicembre 2019 e successivamente è stata resa propria dalla Commissione Europea con documento (COM(2020) 242 final) del 22 giugno 2020. In tale documento non solo è stata confermata la volontà di prorogare il termine in commento ma, considerata l’importanza della misura e la potenziale carenza di liquidità immediata dei soggetti che sono tenuti ad applicare tale norma, è stato altresì previsto che entro il 30 settembre 2021 l’Italia dovrà trasmettere alla Commissione una relazione sulla situazione generale dei rimborsi IVA ai soggetti passivi interessati da tale misura e sulla durata media della procedura di rimborso nonché sull’efficacia di tale e di altre misure attuate per ridurre l’evasione fiscale nei settori interessati.

Marco Cerutti