Probabile proroga della c.d. “Aliquota zero” sui beni anti-Covid-19

Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 359 del 29 ottobre, è stata pubblicata la Decisione UE n. 1573/2020 del 28 ottobre, con cui la Commissione ha ritenuto necessario estendere l’efficacia temporale al 30 aprile 2021 dell’esenzione dai dazi doganali e dall’IVA all’importazione dei beni destinati al contenimento e alla gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Allo scopo di contrastare il diffondersi dell’epidemia, il decreto Rilancio ha previsto, in via transitoria fino al 31 dicembre 2020, un particolare regime di esenzione da IVA che non pregiudica il diritto alla detrazione per le cessioni, le importazioni e gli acquisti intracomunitari di mascherine e degli altri dispositivi medici e di protezione individuali. Dal 1° gennaio 2021, tali operazioni saranno, invece, soggette all’aliquota IVA del 5%.

A seguito della recente decisione UE è quindi auspicabile che anche all’interno dei confini nazionali il legislatore decida di seguire la direzione presa in UE e prorogare il regime agevolativo introdotto con l’art. 124 del decreto Rilancio.

E’ opportuno far notare che in assenza di onerosità il regime transitorio di esenzione con diritto alla detrazione, così come il regime di imponibilità con aliquota del 5% che entrerà in vigora dal 1° gennaio 2021, presuppone che i beni ceduti a titolo gratuito rientrino nell’attività propria dell’impresa.

Di regola, la detrazione è ammessa soltanto per i beni ceduti a titolo gratuito di costo unitario non superiore a 50 euro, ma per effetto della previsione del decreto Cura Italia la detrazione può essere esercitata anche per i beni di costo unitario superiore a 50 euro, se la cessione gratuita è destinata allo Stato, alle Regioni, agli enti locali territoriali e verso altri enti individuati dal legislatore. Attraverso questa previsione il presupposto oggettivo d’imposta, ai sensi dell’art. 2, comma 2, n. 4), del D.P.R. n. 633/1972, è soddisfatto a prescindere dal valore unitario dei beni, inferiore o superiore a 50 euro, legittimando così della detrazione “a monte” dell’imposta.

Sul tema è intervenuta anche l’Agenzia affermando che, fino al 31 dicembre 2020, tali cessioni gratuite sono esenti senza pregiudizio del diritto alla detrazione in capo al cedente. A partire dal 1° gennaio 2021, tali cessioni saranno invece soggette all’ordinario regime di esenzione di cui al richiamato art. 10, comma 1, n. 12), del D.P.R. n. 633/1972, che implica l’indetraibilità dell’IVA “a monte”.