Primo acconto IRAP 2020 non dovuto

Quale metodo utilizzare per determinare l’importo escluso dal versamento a saldo

Con la circolare n. 27 del 19.10.2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modalità di calcolo della prima rata di acconto IRAP 2020, per la quale è stata sancita l’esclusione dall’obbligo di versamento dall’art. 24 del Decreto n. 34/2020. In particolare, indipendentemente dalla modalità scelta per la determinazione del secondo acconto, il primo acconto non potrà eccedere il 40%, ovvero il 50% per i soggetti ISA, dell’importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il periodo d’imposta 2020.

In forza della situazione di crisi connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19, il Decreto cosiddetto “Rilancio” ha previsto l’esclusione dall’obbligo di versamento del saldo IRAP relativo al periodo di imposta 2019 per i contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 250 milioni di euro. è stata prevista altresì, per i medesimi contribuenti, l’esclusione dall’obbligo di versamento della prima rata di acconto IRAP relativa al periodo di imposta 2020, in misura pari al 40% dell’acconto complessivamente dovuto per i soggetti estranei agli ISA, ovvero in misura pari al 50% dell’acconto complessivamente dovuto per i soggetti ISA.

Il Decreto Rilancio, inoltre, ha stabilito la detrazione di tale importo dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per il medesimo anno d’imposta. In altre parole, dall’imposta dovuta per il 2020, dovrà essere scomputata sia la seconda rata di acconto per la quale è previsto l’effettivo versamento entro il 30 novembre 2020, ovvero entro il 30 aprile 2021 qualora ne ricorrano le condizioni individuate dall’art. 98 del Decreto n. 104/2020, sia la prima rata, oggetto di agevolazione.

A fronte dell’introduzione di tali previsioni eccezionali, numerosi dubbi sono stati sollevati dagli operatori. A livello pratico, l’ammontare degli acconti potrebbe essere determinato in maniera differente a seconda che il contribuente scelga di utilizzare il metodo storico o il metodo previsionale. Si porrebbe inoltre il problema della possibile compensazione (o rimborso) dell’eventuale credito maturato in caso di eccedenza del primo acconto rispetto al saldo dovuto.

Su tale questione l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, indipendentemente dalla modalità di determinazione scelta per la quantificazione del secondo acconto, il primo acconto “figurativo” non potrà eccedere il 40%, ovvero il 50% per i soggetti ISA, dell’importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il periodo d’imposta 2020. Pertanto, la detrazione del primo acconto 2020 dal saldo per il medesimo periodo d’imposta opererà fino a concorrenza dell’importo della prima rata calcolato con il metodo storico, ovvero, se inferiore, con il metodo previsionale.

Vi saranno, quindi, due limiti da rispettare per la quantificazione del primo acconto “figurativo”. Il primo, da applicare qualora l’imponibile IRAP 2020 sia maggiore rispetto a quello del periodo d’imposta precedente, consisterà nell’individuazione dell’importo massimo dovuto a titolo di primo acconto determinato con il metodo storico. Il secondo, da applicare qualora l’imponibile IRAP 2020 sia inferiore a quello del periodo d’imposta precedente, coinciderà con il 40%, ovvero con il 50% per i soggetti ISA, dell’importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il 2020.

Alla luce dei chiarimenti ufficiali, stante quanto appena esposto, l’unico credito che il contribuente potrà maturare sarà quello relativo all’eventuale maggior versamento effettuato a titolo di secondo acconto.

Marta Pasqui