Possibile estensione ai soggetti IRPEF delle regole di riporto delle perdite previste per i soggetti IRES

Il disegno di legge di Bilancio 2019, in questi giorni in discussione alle Camere, potrebbe apportare importanti modifiche alla disciplina che regola l’utilizzo delle perdite d’impresa per i soggetti IRPEF.
Allo stato attuale, l’articolo 8 del TUIR, nel disciplinare la determinazione del reddito complessivo dei soggetti IRPEF, prevede che:

  • le perdite derivanti da imprese in contabilità semplificata o da partecipazione in società di persone in contabilità semplificata, nonché quelle conseguite dai lavoratori autonomi, possono essere portate in compensazione con altri redditi di qualsiasi natura, senza possibilità di riporto a nuovo delle eventuali eccedenze;
  • le perdite derivanti da imprese in contabilità ordinaria o da partecipazione in società di persone in contabilità ordinaria possono essere computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nel periodo di imposta e, per l’eccedenza, nei successivi ma non oltre il quinto.

In primo luogo, la proposta di modifica prevede l’eliminazione della possibilità riconosciuta ai soggetti in contabilità semplificata di sommare algebricamente le perdite d’impresa a ogni reddito generato nell’esercizio.
Infatti, l’articolo 7 del Ddl di Bilancio consentirebbe a tali soggetti lo scomputo delle perdite esclusivamente dai redditi d’impresa e non anche dagli altri redditi (di diversa natura) che concorrono alla formazione del reddito complessivo. Conseguentemente, verrebbe meno l’attuale differenziazione di trattamento tra soggetti IRPEF in contabilità semplificata ed imprese in contabilità ordinaria.
La seconda novità prevista dal Ddl di Bilancio inciderebbe, invece, sul comma terzo dell’articolo 8 del TUIR ed è rappresentata dall’eliminazione del limite temporale alla riportabilità delle eventuali perdite eccedenti rispetto al reddito conseguito nel periodo d’imposta. Tutte le imprese soggette ad IRPEF verrebbero, dunque, trattate alla stregua dei soggetti passivi IRES, con la conseguenza che le perdite d’impresa incideranno in primis sul reddito di periodo e l’eccedenza potrà essere riportata a nuovo per impattare sui redditi successivi senza vincoli temporali, ma limitando l’abbattimento all’80% del reddito.
Inoltre, nella proposta di legge è prevista l’estensione ai soggetti IRPEF dell’articolo 84, comma 3, del TUIR, norma che dispone la riportabilità senza limiti di tempo e l’integrale utilizzo, fino a capienza totale dell’imponibile generato, delle perdite prodotte nei primi tre esercizi dalla costituzione.
In base al secondo comma dell’articolo 7 del Ddl di Bilancio, le nuove disposizioni sarebbero applicabili a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017. Quindi, in caso di approvazione, il 2018 sarà il primo anno di imposta interessato dalle nuove disposizioni. Si attende il testo definitivo per la conferma su quale sarà il trattamento delle perdite pregresse riportate a nuovo e, ad oggi, non utilizzate per capire se, come è avvenuto nel 2011 in occasione della modifica alle regole sul riporto delle perdite in ambito IRES, tali modifiche avranno effetto anche su queste poste oppure se le nuove regole varranno solo per le perdite generate dall’anno di imposta 2018 e seguenti.
Infine, si ricorda che, dal periodo d’imposta 2017, le imprese minori in contabilità semplificata devono procedere alla determinazione del reddito applicando il criterio di cassa (in sostituzione di quello di competenza) e portando in diminuzione dello stesso l’importo delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio della competenza.
Quindi, in considerazione dell’impatto notevole sul gettito fiscale del costo del magazzino, nel Ddl di Bilancio 2019 è stata prevista una disciplina transitoria per le perdite formatesi nel 2017 in capo a tali soggetti. In particolare, si stabilisce che, per la parte che non ha trovato capienza secondo le vigenti regole (compensazione con altri redditi), è ammessa la compensazione:

  • in misura non superiore al 40% del reddito per i periodi di imposta 2018 e 2019;
  • nel limite del 60% del reddito per il periodo di imposta 2020.

Inoltre, per tali soggetti è prevista un’ulteriore disciplina transitoria:

  • le perdite maturate nel 2018 sono compensabili con i redditi conseguiti nel periodo d’imposta 2019 e 2020 in misura non superiore, rispettivamente, al 40% e al 60% dei medesimi redditi;
  • le perdite maturate nel 2019 sono compensabili con i redditi conseguiti nel 2020 in misura non superiore al 60 % dei medesimi redditi.

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