Partecipazioni qualificate e Legge di Bilancio 2018

In base a quanto previsto dall’articolo 67 del TUIR, le partecipazioni si distinguono in:

  • QUALIFICATE, se queste rappresentano complessivamente una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria superiore al 2% o al 20%, ovvero una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 5% o al 25%, a seconda che si tratti di titoli negoziati nei mercati regolamentati o di altre partecipazioni;
  • NON QUALIFICATE, se le partecipazioni non eccedono le soglie indicate nel punto precedente.

La legge di Bilancio 2018 (L. 205 del 27.12.2017) ha modificato, con effetto dal 1° gennaio 2019, la disciplina fiscale relativa ai criteri di tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate, prevedendo l’applicazione generalizzata di un’imposta sostitutiva con aliquota del 26%. Conseguentemente, tali plusvalenze non concorreranno più alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini Irpef, ma subiranno il medesimo trattamento fiscale previsto per le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate.

Infatti, prima delle modifiche in commento, le plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate erano tassate con l’imposta sostitutiva del 26%, mentre nell’ipotesi di partecipazioni qualificate le plusvalenze concorrevano alla formazione del reddito complessivo imponibile nel limite:

  • del 40%, se realizzate entro il 31/12/2008;
  • del 49,72%, se realizzate dall’ 01/01/2009 al 31/12/2017;
  • del 58,14%, se realizzate dall’ 01/01/2018.

Il nuovo regime dei capital gain, applicabile alle plusvalenze realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2019 (a prescindere dal periodo di maturazione delle stesse), riguarda esclusivamente i possessori di partecipazioni societarie al di fuori dell’attività d’impresa. In particolare, i soggetti interessati sono:

  • le persone fisiche;
  • gli enti non commerciali (compresi i trust);
  • le società semplici;
  • i soggetti non residenti.

Tuttavia, se la partecipazione è detenuta in un soggetto residente in un Paese a fiscalità privilegiata, la plusvalenza sarà imponibile nella misura del 100%, indipendentemente dalla relativa entità ad eccezione del caso in cui la partecipazione risulti non qualificata e quotata nei mercati regolamentati.

Applicando l’orientamento espresso con la Circolare 11/E del 2012 dell’Agenzia delle Entrate, le plusvalenze si intendono realizzate “nel momento in cui si perfeziona la cessione a titolo oneroso delle partecipazioni, titoli e diritti piuttosto che nel diverso momento in cui viene liquidato il corrispettivo della cessione. La percezione del corrispettivo, infatti, può verificarsi, in tutto o in parte, sia in un momento antecedente che successivo al trasferimento stesso”. Ciò significa, quindi, che nel caso di cessione di partecipazione realizzata nel 2019, eventuali acconti percepiti in periodi d’imposta precedenti saranno tassati non nell’anno in cui sono stati percepiti, ma in quello in cui la cessione si perfeziona mediante l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 26%. Al contrario, eventuali pagamenti dilazionati relativi a cessioni perfezionate negli esercizi 2018 e precedenti, resteranno soggetti al vecchio regime.

La nuova disciplina fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2018 determina, altresì, un importante effetto:

– dal 1° gennaio 2019 non è più necessario indicare separatamente in dichiarazione le minusvalenze originate dalle partecipazioni qualificate e non qualificate, con la conseguente possibilità di compensare le plusvalenze realizzate con la cessione di partecipazioni qualificate con le minusvalenze scaturite dalle cessioni di partecipazioni non qualificate (e viceversa).

Infine, si ricorda che la legge di Bilancio 2018 ha modificato anche la disciplina fiscale applicabile ai dividendi percepiti da persone fisiche non in regime di impresa, rendendo omogeneo il trattamento delle partecipazioni qualificate e non qualificate, ovvero assoggettando entrambe ad una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota del 26%. Le nuove regole di tassazione dei dividendi trovano applicazione per i redditi di capitale percepiti a far data dal 1° gennaio 2018 ed è prevista un’apposita disciplina transitoria per cui, per le distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate deliberate dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022 e formatesi con utili prodotti sino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, continuano ad applicarsi le disposizioni precedenti (ovvero continuano a concorrere alla formazione del reddito complessivo del beneficiario soggetto Irpef).

Il regime transitorio determina, pertanto, un disallineamento fra il regime dei dividendi e quello delle plusvalenze relative a partecipazioni qualificate.