“Open to Meraviglia”: effetto boomerang per gli Uffizi tra presunta mancata autorizzazione e possibile lesione dell’immagine del bene culturale
Il blog dedicato al collezionismo d’arte Collezione da Tiffany pubblica un articolo a firma di Emanuele Sacchetto, avvocato specializzato in diritto dell’arte e della proprietà intellettuale, in merito alla recente campagna promossa dal Ministero del Turismo “Open to Meraviglia” per promuovere il turismo e la cultura del nostro Paese.
La campagna, che raffigura la Venere del Botticelli in una versione rivisitata che la vede vestire i panni di una giovane influencer, ha sollevato polemiche e dubbi in merito al lecito utilizzo delle immagini raffiguranti un bene culturale. Se è vero che il Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici vieta l’uso non autorizzato di queste immagini per scopi commerciali, è altrettanto vero che ne consente invece l’utilizzo libero e gratuito nel caso in cui il fine ultimo sia quello di promuoverne la conoscenza.
Nella fattispecie, essendo la campagna nata proprio per la promozione artistica e culturale, è probabile che, rispetto a quanto accaduto in passato per altri casi di utilizzo delle immagini, la Galleria degli Uffizi, che detiene i diritti dell’opera, non presenterà opposizione.
Tuttavia, l’eventuale assenza di autorizzazione da parte degli Uffizi potrebbe porre alcuni problemi nel caso – piuttosto comune – in cui a partire dalla campagna promozionale dovesse avviarsi la vendita di gadget e merchandising di vario genere raffigurante le immagini della campagna stessa (e quindi, necessariamente, della Venere), magari su autorizzazione del Ministero.