Omaggi: disciplina fiscale e nuove specifiche tecniche

Dal 1° ottobre 2020 è possibile utilizzare il nuovo codice “TD27” per cessioni gratuite e autoconsumo.

La fatturazione elettronica è interessata da importanti novità dal 1° gennaio 2021, in particolare, tutti i contribuenti dovranno tenere in considerazione le nuove specifiche tecniche disposte dall’Agenzia Entrate. In via facoltativa, tuttavia, è stato possibile utilizzare le nuove codifiche già a partire dallo scorso 1° ottobre 2020. Tra questi vi è il codice “TD27 – fattura per autoconsumo o per cessioni gratuite senza rivalsa” che, come riportato nella Guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell’esterometro, dovrà essere utilizzato per le operazioni di cui al all’articolo 2, comma 2, punti 4) e 5) del D.P.R. n. 633/1972, ossia:

  • cessioni gratuite di beni ad esclusione di quelli la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività propria dell’impresa se di costo unitario non superiore ad euro cinquanta e di quelli per i quali non sia stata operata, all’atto dell’acquisto o dell’importazione, la detrazione dell’imposta;
  • destinazione di beni all’uso o al consumo personale o familiare dell’imprenditore o di coloro i quali esercitano un’arte o una professione o ad altre finalità estranee alla impresa o all’esercizio dell’arte o della professione, anche se determinata da cessazione dell’attività, con esclusione di quei beni per i quali non è stata operata all’atto dell’acquisto la detrazione dell’imposta.

Si specifica che nel campo cedente/prestatore e nel campo cessionario/committente deve essere indicata esclusivamente la p.iva del soggetto che emette l’autofattura. Inoltre, come recentemente riportato nella circolare 17 giugno 2019 n. 14, tale autofattura deve essere annotata esclusivamente nel registro delle fatture emesse.

Ai fini IVA si ricorda che, se l’omaggio comprende beni non rientranti nell’attività propria dell’impresa, la cessione gratuita è sempre esclusa dal campo di applicazione dell’IVA (art. 2 co. 2 n. 4 del DPR 633/72), mentre l’IVA “a monte” è detraibile solo se il valore unitario del bene è inferiore ad euro 50 (art. 19-bis1 c.1 lett. h DPR 633/72).

Ai fini delle imposte sui redditi, invece, le spese relative a beni distribuiti gratuitamente:

  • sono deducibili integralmente, se i beni hanno valore unitario non superiore a 50 euro;
  • ove i beni abbiano valore unitario superiore al predetto limite, si configurano come spese di rappresentanza e sono deducibili nell’esercizio nei limiti stabiliti dall’ 108 co. 2 del TUIR.

Alessandro Cardona