Locazioni brevi: obbligo di ritenuta e comunicazione dei dati per Airbnb

Viene respinto dalla Corte di Giustizia il ricorso di Airbnb contro alcune delle disposizioni contenute nella normativa italiana in tema di locazioni brevi, di cui all’art. 4 del DL 50/2017

Dal 2023 anche Airbnb applicherà la normativa in merito alle locazioni brevi e dovrà operare le ritenute d’acconto del 21% sui canoni di locazione erogati ai proprietari che operano fuori dal regime di impresa, oltre a trasmettere alle autorità fiscali i dati e le informazioni relative ai contratti di locazione breve intermediati.

Per “locazioni brevi” si intendono i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni. Sono inclusi nella categoria anche quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero soggetti che gestiscono portali telematici.

Gli obblighi delle piattaforme intermediarie degli affitti brevi

Per tale disciplina il legislatore aveva previsto tre obblighi per gli intermediari di cui due dovrebbero entrare a regime dopo la sentenza sopra menzionata della Corte di giustizia Europea. In particolare, è stato confermato:

  • l’obbligo di raccolta e comunicazione delle informazioni alle autorità fiscali, relative ai contratti di locazione stipulati grazie alla loro attività di intermediazione
  • l’obbligo, se sono intervenuti nel pagamento, di effettuare sulle somme intermediate una ritenuta del 21% a titolo di acconto o di imposta in funzione della scelta effettuata dai locatari in sede di Dichiarazione dei Redditi
  • sul terzo obbligo, che prevedeva in mancanza di una stabile organizzazione in Italia la nomina di un rappresentante fiscale, la Corte ha ritenuto essere una misura “sproporzionata” rispetto al fine perseguito di contrasto all’evasione fiscale, in quanto il controllo del rispetto degli obblighi gravanti sui prestatori di servizi interessati in qualità di responsabili d’imposta potrebbe essere garantito con mezzi meno lesivi.

 

Restiamo in attesa di eventuali chiarimenti dalle autorità competenti per eventuali ulteriori aggiornamenti.

Al fine di permettere alle piattaforme di intermediazione di rispettare le normative in materia di dichiarazione dei redditi introdotte dall’UE e in vigore a partire dal 1° gennaio 2023, vi invitiamo a verificare d’aver comunicato correttamente alle stesse tutte le vostre informazioni fiscali.