Obblighi di trasparenza nelle erogazioni pubbliche

Si fa seguito alla news del 20 dicembre 2021 per ricordare che, entro il 30 giugno p.v. vanno pubblicati i contributi pubblici ricevuti nell’anno 2020 ed entro il 31 dicembre p.v. quelli ricevuti nell’anno 2021.

A tal fine, si ricorda che le imprese e gli enti non commerciali che hanno beneficiato di aiuti e contributi pubblici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, di importo complessivo superiore a Euro 10 mila, devono ottemperare agli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 1 co. 125-129 della L. 124/2017.

L’inosservanza di tale adempimento comporta l’erogazione di una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti, con un minimo di Euro 2 mila, nonché della sanzione accessoria dell’adempimento agli obblighi di pubblicazione.

Decorsi 90 giorni dalla contestazione, senza che il trasgressore abbia adempiuto alla pubblicazione, si applicherà la sanzione della restituzione integrale del beneficio.

Sotto il profilo operativo, la pubblicizzazione si perfeziona alternativamente in Nota integrativa o sul sito internet o portale digitale, a seconda del soggetto beneficiario. Le imprese che esercitano le attività di cui all’art. 2195 c.c. pubblicano nella Nota integrativa del bilancio di esercizio e dell’eventuale bilancio consolidato gli importi e le informazioni dettagliate relative alle erogazioni.

Stante l’attuale normativa non è certo che detto comportamento esoneri dall’obbligo di pubblicazione degli stessi sul sito internet aziendale. Quindi si ritiene comunque corretto pubblicare gli aiuti e contributi ricevuti sempre sul sito internet aziendale (o, in mancanza, sul sito dell’associazione di categoria di appartenenza).

I soggetti che redigono il bilancio in forma abbreviata e i soggetti comunque non tenuti alla redazione della Nota integrativa (società di persone, imprese individuali, associazioni, fondazioni, etc.) assolvono all’obbligo mediante pubblicazione delle informazioni e degli importi sul proprio sito internet, secondo modalità liberamente accessibili al pubblico, o, in mancanza di questo, sui portali digitali delle associazioni di categoria di appartenenza.

Si ricorda che, per gli aiuti di Stato, ed in particolare quelli in regime de minimis, pubblicati nel Registro nazionale degli aiuti di Stato ai sensi dell’art. 52 della L. 234/2012, l’obbligo deve comunque essere assolto in Nota integrativa o sul sito internet, senza tuttavia specificare i dettagli dei benefici ricevuti.

Gli aiuti interessati dalla pubblicazione sono quelli diversi da quelli di carattere generale ricevuti dallo Stato:

  • Regioni, Provincie, Comuni, Comunità montane e loro consorzi/associazioni;
  • Università;
  • Istituti autonomi case popolari;
  • CCIAA e loro associazioni;
  • Enti pubblici non economici, nazionali, regionali e locali;
  • Amministrazioni e le aziende del Servizio Sanitario Nazionale;
  • Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN);
  • Agenzie fiscali;
  • Società a controllo pubblico.

Non vanno invece pubblicate le somme percepite da pubbliche amministrazioni in conseguenza di cessioni e/o prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle stesse, ovvero le somme aventi natura di corrispettivo.

Le informazioni da indicare per gli Aiuti di Stato non presenti nel sito RNA (Registro Nazionale Aiuti) sono:

  1. denominazione del soggetto erogante;
  2. somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante);
  3. data di incasso.

Con riferimento agli Aiuti di Stato presenti nel sito RNA è possibile rinviare al Registro stesso pubblicando, ad esempio, una frase come la seguente: “Obblighi informativi per le erogazioni pubbliche: gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis ricevuti dalla nostra impresa sono contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato di cui all’art. 52 della L. 234/2012”.

Le misure di sostegno all’economia concesse dal Governo in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 tra cui le garanzie pubbliche rilasciate dal Fondo centrale di garanzia per le PMI e da SACE sui finanziamenti bancari ai sensi degli artt. 13 e 1 del D.L. 23/2020, rivestendo carattere generale, dovrebbero ritenersi escluse dall’obbligo di trasparenza.