Nuovi chiarimenti in tema di Transfer Pricing – I commenti di Assonime

Assonime, attraverso la Circolare 20/2022, riepiloga alcune soluzioni interpretative dell’Agenzia delle Entrate, riguardo ai recenti riferimenti normativi attualmente in vigore, con particolare riguardo alle circolari dell’Agenzia delle Entrate numeri 15/2021 e 16/2022. Nel corso del riepilogo Assonime tratta anche la materia del Transfer Pricing, attraverso la disamina di temi quali l’Arm’s Length Range, le condizioni per l’applicazione del regime di penalty protection, la retroattività degli APA bilaterali e multilaterali e i requisiti formali e sostanziali della documentazione.

Assonime, attraverso la Circolare 20/2022, riepiloga alcune soluzioni interpretative dell’Agenzia delle Entrate, riguardo ai recenti riferimenti normativi attualmente in vigore, con particolare riguardo alle circolari dell’Agenzia delle Entrate numeri 15/2021 e 16/2022.

Gli argomenti di competenza del Transfer Pricing

In particolare, i temi trattati di competenza del Transfer Pricing sono i seguenti.

Retroattività di accordi preventivi unilaterali, bilaterali e multilaterali.

In tema di accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, è bene precisare che la retroattività dell’efficacia dei primi era già possibile – su richiesta del contribuente – a decorrere dal periodo di imposta di effettuazione del filing. Con la pubblicazione della Legge di Bilancio 2021 tale possibilità è stata estesa fino a comprendere i periodi di imposta ancora accertabili alla data di sottoscrizione dell’accordo (retroattività “estesa”).

Per quanto attiene:

  • gli accordi preventivi unilaterali, Assonime ricorda che la retroattività “estesa” è sempre applicabile a condizione che non siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche o altre attività accertative delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza
  • gli accordi bilaterali o multilaterali, nel ricordare le condizioni di accesso, Assonime si sofferma sulla condizione che impone al contribuente di farne esplicita richiesta nell’istanza di accordo preventivo, creando due tipologie di disparità: una nei confronti degli accordi preventivi unilaterali, e l’altra legata alle istanze di accordi preventivi bilaterale o multilaterali presentate in data successiva al 01 gennaio 2021. Assonime sottolinea che qualora le autorità acconsentano di valutare l’estensione dell’efficacia dell’accordo fino ad includere periodi di imposta antecedenti al filing, questo dovrebbe essere consentito, formulando un’apposita richiesta nella forma di integrazione a suddetta istanza.

Regime di penalty protection

Con riguardo all’esimente sanzionatoria ex artt.1, comma 6 e 2, comma 4-ter, del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471, Assonime ricorda come aderire alla procedura de qua sia condizione necessaria ma non sufficiente per beneficare del regime in commento; quest’ultimo è, infatti, subordinato al positivo giudizio di idoneità sulla documentazione formulato dagli organi di controllo. L’Agenzia, nella Circolare n. 15/2021 attraverso istruzioni volte ad assicurare che l’attività ispettiva sia svolta nell’ambito delle necessarie tutele a favore del contribuente, interviene positivamente nel perimetrare l’ambito del giudizio di idoneità da parte degli organi di controllo: la documentazione rispetta il requisito dell’idoneità allorquando fornisce tutti gli elementi necessari al riscontro dei prezzi di trasferimento.

  • Firma della documentazione: riguardo alla firma della documentazione, la sopracitata circolare n. 15/2021 ammette l’apposizione della firma digitale e della marca temporale entro i 90 giorni successivi alla scadenza prevista per la trasmissione della dichiarazione dei redditi cd. “tempestiva”, quindi entro la scadenza prevista per la dichiarazione tardiva, integrativa o sostitutiva.
  • Possesso della documentazione: per quanto riguarda la comunicazione del possesso della documentazione, Assonime ricorda che è possibile avvalersi della cd. “remissione in bonis” e quindi comunicare tardivamente il possesso mediante una dichiarazione integrativa, fatto salvo il rispetto delle seguenti due condizioni: che sia presentata entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile (ovvero la dichiarazione annuale riferita al periodo di imposta successivo) e che la firma elettronica con marca temporale sia stata apposta sulla documentazione di transfer pricing entro i 90 giorni successivi alla scadenza per la presentazione della dichiarazione tempestiva.
  • Criterio di competenza: Assonime condivide i chiarimenti che consentono di predisporre la Documentazione Nazionale seguendo il criterio di competenza per le operazioni infragruppo (in particolare royalties e interessi), con la previsione di ipotesi di richiesta, da parte degli organi di controllo, di documentazione “integrativa” o “supplementare” per richiedere l’ammontare dei pagamenti secondo criterio di cassa.
  • Operazioni marginali: Assonime accoglie con perplessità la mancata estensione dell’esimente sanzionatoria a dette transazioni nel momento in cui le stesse fossero oggetto di rettifica, laddove il contribuente si sia legittimamente avvalso della facoltà di non descriverle; l’Associazione suggerisce che l’idoneità della documentazione dovrebbe estendere il beneficio anche a tali fattispecie.
  • Contestazione di un onere ai senti del art.109 comma 5 del TUIR: Assonime, riguardo alla mancata applicazione dell’esimente sanzionatoria nell’ipotesi di rettifiche che poggiano sulla asserita non inerenza di taluni costi infragruppo, ipotizza che il passaggio della Circolare n. 15/2021 si riferisca a casistiche in cui il componente negativo risulti inesistente nell’an in tutto o in parte; quindi, si tratterebbe di casi estranei ad un contesto di transfer pricing. Peraltro, Assonime ricorda come il disconoscimento di un costo al di fuori della disciplina de qua causerebbe l’impossibilità di accesso alle procedure amichevoli anche in ambito Europeo, eventualità da scongiurare in riferimento all’attuale contesto normativo
  • Arm’s length range: infine, in relazione al posizionamento all’interno dell’intervallo dei valori di libera concorrenza, Assonime nel ritenere discutibile la prassi secondo cui il posizionamento del contribuente debba attestarsi sulla mediana, accoglie di buon grado il chiarimento secondo cui tutti i valori all’interno dell’intervallo sarebbero da considerarsi come valori di libera concorrenza, seppur a determinate condizioni.