Novità in tema di mediazione

Le nuove regole in vigore dal 30 giugno

A partire dal 30 giugno 2023 lo strumento di composizione alternativa delle controversie (c.d. ADR) è stato arricchito da nuove regole normative. Nel nostro ordinamento sono state introdotte, infatti, alcune disposizioni in materia di mediazione che riscrivono le modalità di svolgimento del primo incontro di composizione della controversia ed introducono incentivi e conseguenze favorevoli per stimolare la partecipazione personale delle parti assistite dai loro avvocati. (D.lgs. 149/2022 – modificativo del D.lgs. 28/2010)

Il legislatore della riforma mira alla partecipazione personale delle parti introducendo alcuni limiti alla facoltà di delegare, consentita solo a coloro che siano a conoscenza dei fatti e siano in possesso dei poteri necessari per la definizione della lite.

Tra le principali novità introdotte si evidenzia:

  • l’introduzione dell’art. 5 co. 1 riguardante l’estensione dell’obbligo di esperire preventivamente la mediazione per le controversie in materia di contratti di associazione di partecipazione, di consorzio, di franchising, d’opera, di rete, di somministrazione, di società di persone e di subfornitura
  • l’ampiamento dei casi in cui la mediazione può essere intrapresa su ordine del giudice
  • l’introduzione del nuovo art. 5 sexies in base al quale l’obbligo di mediazione contenuto in una clausola contrattuale o statutaria costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale
  • l’introduzione con gli artt. 15 bis e 15 undecies del patrocinio a spese dello Stato nei casi di mediazione obbligatoria e l’ADR costituisca condizione di procedibilità della domanda giudiziale
  • la necessaria previsione dei requisiti di serietà e di efficienza da parte dagli organismi di mediazione ex art. 16 bis

Una volta presentata la domanda di mediazione il responsabile dell’organismo dovrà immediatamente avviare la procedura, fissando il primo incontro non prima di 20 e non oltre 40 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Già a partire dal 1° marzo scorso, in alternativa agli incontri in presenza, il legislatore ha consentito alle parti di incontrarsi da remoto con sistemi di collegamento audiovisivo allo scopo di agevolare la conciliazione.

Resta confermata la durata massima della procedura di 3 mesi ed il mediatore potrà avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti.

Il nuovo quadro della riforma è completato dagli incentivi fiscali per l’accesso alla mediazione.

È stata infatti innalzata a 100.000 € la soglia di valore entro cui il verbale contenente l’accordo di conciliazione va esente da imposta di registro ex art. 17 co. 3.

Inoltre, sempre per quanto riguarda gli incentivi fiscali, il nuovo art. 20 del D.Lgs. 28/2010 prevede:

  • un aumento a 600 € del credito di imposta a favore delle parti per l’indennità corrisposta all’organismo di mediazione quando è raggiunta la conciliazione
  • il riconoscimento di un nuovo credito di imposta per le spese sostenute e per l’assistenza quando la mediazione costituisca condizione di procedibilità della domanda giudiziale e quando la mediazione è richiesta dal giudice
  • in caso di mancata conciliazione i crediti d’imposta sono stati ridotti della metà
  • un nuovo credito d’imposta calcolato in base al contributo unificato versato dalla parte del giudizio estinto a seguito della conclusione di un accordo di conciliazione
  • un nuovo credito di imposta a favore degli organismi di mediazione che assistono una parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato

Da ultimo, la riforma ha introdotto nuove sanzioni per la mancata partecipazione in mediazione raddoppiando le sanzioni pecuniarie da versare in favore dell’Erario per ingiustificata mancata partecipazione alla procedura.