Note di variazione IVA – Nuovo comma 3-bis dell’art. 26, D.P.R. n. 633/1972

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 20/E/2021, in relazione alle modifiche apportate dal decreto Sostegni bis all’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972 (c.d. Decreto IVA), interviene nel complesso tema del recupero dell’IVA su crediti non riscossi nelle procedure concorsuali.

La circolare chiarisce che, per le procedure concorsuali avviate dal 26 maggio 2021, l’emissione delle note di variazione in diminuzione, in caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, del corrispettivo dovuto dal debitore soggetto a una procedura concorsuale, può avvenire dalla data di apertura della relativa procedura vale a dire dalla data:

  • della sentenza dichiarativa di fallimento;
  • del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa;
  • del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo;
  • del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Nulla cambia invece per i piani attestati di risanamento e gli accordi di ristrutturazione dei debiti per i quali bisogna attendere rispettivamente la data di pubblicazione del piano attestato o la data del decreto di omologa.

Nessuna novità anche per le procedure esecutive individuali (quali ad esempio il pignoramento o l’espropriazione) per le quali la variazione in diminuzione resta sempre subordinata all’esito infruttuoso delle medesime. In tale ipotesi il creditore dovrà attendere:

  • il verbale di pignoramento da cui risulti che presso il terzo pignorato non vi siano beni/crediti da pignorare (nel caso di pignoramento presso terzi);
  • il verbale di pignoramento dal quale risulti la mancanza di beni da pignorare o l’impossibilità di accesso al domicilio del debitore o la sua irreperibilità (nel caso di pignoramento di beni mobili);
  • l’interruzione della procedura esecutiva per eccessiva onerosità, dopo che l’asta per la vendita del bene pignorato vada deserta per tre volte.

Il termine ultimo per l’emissione delle note di variazione in diminuzione è quello della presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa all’anno in cui la procedura è stata avviata. Scaduto questo termine non è ammessa né la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore, né la presentazione di un’istanza all’Agenzia per recuperare l’imposta.

La data entro cui invece è possibile esercitare il diritto alla detrazione è quella della liquidazione periodica IVA relativa al mese o al trimestre in cui la nota di variazione viene emessa o, al più tardi, in sede di dichiarazione IVA relativa all’anno di emissione della nota di variazione e ciò a prescindere dalla circostanza che il creditore si sia insinuato o meno al passivo del credito corrispondente.

Da un punto di vista operativo ne consegue che se il presupposto per operare la variazione in diminuzione si verifica nell’anno 2021, la nota di variazione può essere emessa al più tardi entro il termine di presentazione della Dichiarazione IVA relativa all’anno 2021 e quindi entro il 30 aprile 2022, viceversa se la nota di variazione è emessa nel periodo dal 1° gennaio al 30 aprile 2022 la detrazione può essere operata nelle liquidazioni periodiche dei primi mesi del 2022 o, al più tardi, entro il termine della Dichiarazione IVA del 2022 vale a dire entro il 30 aprile 2023.