Novità IAS 12

Lo IASB (International Accounting Standards Board) ha pubblicato l’interpretazione IFRIC 23 “Uncertainty over Income Tax Treatments” al fine di disciplinare i requisiti relativi alla rilevazione e misurazione di cui allo IAS 12 “Imposte sul reddito”, per quelle ipotesi in cui vi sia incertezza sul trattamento fiscale di determinate poste di bilancio. Nella predisposizione dei bilanci relativi agli esercizi iniziati a decorrere dal 01.01.2019, pertanto, occorrerà applicare il principio IAS 12, tenendo in considerazione l’interpretazione data dall’IFRIC 23, la cui obbligatorietà è stabilita dal Regolamento 2018/1595 del 23.10.2018.
In sostanza, nel valutare in quali termini un trattamento fiscale incerto (uncertain tax position) possa incidere sulla determinazione del reddito imponibile, nonché sulla definizione dei valori fiscalmente rilevanti, il contribuente dovrà valutare se è probabile che il trattamento fiscale incerto sia o meno accettato dalle autorità fiscali (presumendo che queste ultime possano verificare gli importi nonché esaminare tutte le informazioni disponibili).
Nel caso in cui venga ritenuto probabile che l’autorità competente accetti il trattamento fiscale incerto, il reddito imponibile ed i valori fiscali dovranno essere determinati considerando tale trattamento. Al contrario, se si ritiene che il trattamento incerto possa non essere accettato dalle autorità fiscali (più del 50% di probabilità che vi sia una contestazione a riguardo), allora tale incertezza dovrà riflettersi nella determinazione del reddito imponibile e degli altri valori fiscali.
L’IFRC 23, a tal proposito, individua due metodi di applicazione:
1) most likely amount: l’importo che tra i vari risultati possibili ha maggiore probabilità di verificarsi;
2) expected value: la somma dei diversi importi possibili ponderati per il relativo coefficiente di probabilità.
In fase di prima applicazione, il contribuente dovrà applicare l’interpretazione IFRIC 23 o retroattivamente in ottemperanza a quanto previsto dallo IAS 8, oppure retroattivamente, ma contabilizzando l’effetto cumulativo dell’applicazione iniziale rilevato alla data di apertura dell’esercizio nel quale la prima applicazione ha luogo (e, solo in tale ultimo caso, il soggetto non dovrà riformulare l’informativa comparativa).
Si precisa, inoltre, che tale disciplina è relativa all’IRES ed all’IRAP, sia correnti che differite.