In arrivo dall’Europa nuove norme su trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere

Al fine di un migliore funzionamento del mercato interno europeo per le società e il relativo esercizio della libertà di stabilimento è stato necessario intervenire sulla disciplina relativa alle operazioni transfrontaliere. Con le Direttive 2005/56, 2009/101, 2011/35, 2012/30 e 2017/1132 il legislatore europeo si è occupato di tale tematica dando vita ad una disciplina che ad oggi risultava essere ancora troppo poco chiara e lacunosa.

Il 18 Novembre 2019 il Consiglio Europeo, a seguito di un accordo con il parlamento all’inizio di quest’anno, ha adottato una nuova Direttiva relativamente alle fusioni scissioni e trasformazioni transfrontaliere che dovrà essere formalmente approvata dal parlamento Europeo nelle prossime settimane.

La disciplina che emerge dal nuovo testo normativo oltre ad avere la suddetta finalità chiarificatrice ha come obiettivo l’eliminazione degli ostacoli relativi agli scambi transfrontalieri, l’agevolazione dell’accesso ai mercati e l’aumento della competitività aziendale per consentire alle società dell’UE di poter usufruire nel modo migliore del mercato unico rimanendo così competitive a livello mondiale.

La nuova Direttiva prevede:

  1. procedure complete per trasformazioni e scissioni
  2. procedure atte a verificare la legalità delle operazioni transfrontaliere rispetto alla legislazione nazionale pertinente
  3. procedure di semplificazioni che si applicano a tutte e tre le operazioni
  4. norme relative alla partecipazione dei lavoratori alle operazioni, tutela dei soci e dei creditori

Per quanto riguarda il punto 1 è necessario ricordare che la Direttiva (UE) 2017/1132 prevede soltanto norme sulla fusione transfrontaliera e sulla scissione delle società per azioni sul piano nazionale. E’ stato quindi necessario inserire una completa disciplina relativamente alle due operazioni di scissione e trasformazione.

L’art. 5 e 23 dell’ultima Direttiva, modificando quella del 2017, hanno inserito due nuovi capi che trattano rispettivamente della trasformazione e della scissione di società di capitali. La procedura relativa alle due operazioni ricalca quella della fusione già ampiamente descritta dalla Direttiva del 2005 inserendo come detto al punto 2 interessanti elementi verificatori della legalità. Per tutte e tre le operazioni è stata prevista una procedura atta a bloccare la realizzazione dell’operazione qualora dovessero emergere dei fini scorretti o fraudolenti.

L’art. 14 della nuova Direttiva sostituisce l’art. 127 della Direttiva 2017/1132, ora intitolato “Certificato preliminare alla fusione”, descrivendo la procedura volta a verificare la liceità della fusione transfrontaliera. Gli stati membri avranno il compito di designare l’organo giurisdizionale, il notaio o altra autorità competente a controllare la legalità delle fusioni transfrontaliere. Tale “autorità competente” dovrà poi rilasciare il certificato preliminare alla fusione attestante il soddisfacimento di tutte le condizioni applicabili e il regolare adempimento di tutte le procedure e formalità nello Stato membro della società che partecipa alla fusione. Al co. 8 del suddetto articolo è previsto che “gli Stati membri devono provvedere a che l’autorità non rilasci il certificato preliminare alla fusione qualora venga stabilito, in conformità al diritto nazionale, che una fusione transfrontaliera è effettuata per scopi abusivi o fraudolenti comportando la violazione del diritto dell’Unione o del diritto Nazionale, ovvero per scopi criminali”.

Come previsto al punto 3 la nuova direttiva ha come scopo anche la semplificazione dello svolgersi della procedura relativa alle operazioni. Viene ribadita l’importanza dell’utilizzo degli strumenti telematici al fine di evitare che i richiedenti debbano comparire di persona dinanzi a un’autorità competente negli Stati membri e viene sottolineata l’importanza dell’applicazione del principio “una tantum”, il quale implica che le società non sono obbligate a presentare più di una volta le stesse informazioni alle autorità pubbliche. Inoltre si prevede la possibilità di accelerare le procedure mediante la rinuncia alla presentazione delle relazioni per i soci e i lavoratori nel caso in cui gli azionisti siano d’accordo o la società o una delle sue controllate non abbiano dipendenti.

Gli stati membri dovranno inoltre impegnarsi a tutelare i soci, creditori e i lavoratori delle società partecipanti a questo tipo di operazioni. A tal fine sono stati inseriti nella Direttiva del 2017 i nuovi artt. 126 bis, 126 ter e 126 quater, i quali tutelano rispettivamente nel medesimo ordine i soggetti sopracitati.

Ora si attende la pubblicazione della Direttiva nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue e l’auspicato e repentino recepimento della suddetta da parte del legislatore nazionale.