Nel segno di Andersen: l’intervista di Andrea De Vecchi

MAG by legalcommunity pubblica un lungo articolo su Andersen, mettendo in copertina il CEO, Andrea De Vecchi.

La storia di Andersen in Italia, partita dall’unione di studi con grande tradizioni, passata per la creazione di Noda Studio e approdata alla membership all’associazione internazionale Andersen Global, viene raccontata attraverso la passione dei suoi professionisti, le sfide tecnologiche e del mercato, lo spirito con cui vengono supportati i clienti. Ma anche la cura verso i dipendenti e i collaboratori, evidenziando le iniziative prese per garantire continuità ed evitare riduzioni d’organico.

Sono 122 le persone che lavorano in Andersen in Italia, distribuite sulle sei sedi (Milano, Roma, Brescia, Venezia, Mestre e Monza), di cui 42 dottori commercialisti e 19 avvocati. La strategia per i prossimi anni prevede di rendere uguali queste due componenti professionali che, comunque, sono ambiti di lavono non più così distinti come un tempo. Lo dimostra anche la scelta di cambio di nome operata in luglio dallo studio, eliminando le parole “tax & legal”.

L’articolo firmato da Nicola Di Molfetta sottolinea che la crisi del Covid-19 non ha fermato le attività in corso. “In questi momenti – sottolinea Andrea De Vecchi – ci piace rilanciare”. In quest’ottica, anche la promozione lo scorso aprile ad associate partner di Davide Centurelli (pianificazione fiscale), Stefano Rossi (transfer pricing) e Alessandro Poli (tax litigation). A maggio, invece, l’ingresso in studio di due professioniste: Alessandra Nodari, avvocata che rafforzare il team restructuring, ed Elisabeth Barini, commercialista esperta di transfer pricing.

 

Un estratto dell’intervista

Dottor De Vecchi, cosa vuol dire one firm?
One firm vuol dire lavorare tutti come se si fosse nello stesso appartamento. I principi guida sono quelli che un tempo furono instaurati da Andersen. I fondatori sono quasi tutti degli ex. E questo significa lavorare con il collega estero esattamente come si lavora con il vicino di stanza. Questo sia in termini disciplinari sia in termini economici.

Come avete gestito internamente gli effetti della crisi?
Comunicando. Condividendo con tutti i nostri colleghi e dipendenti ogni decisione e ogni valutazione. Questo è stato molto importante. Ha dato un segnale chiaro alla struttura. Ha dato delle certezze.

Leggi l’intervista completa scaricando il file.