Modifiche alle esclusioni dagli appalti pubblici per violazioni tributarie e/o previdenziali non definitivamente accertate

Il 1° febbraio 2022 è entrata in vigore la Legge Europea 2019-2020, recante disposizioni emanate dallo Stato italiano per l’adempimento degli obblighi derivanti dalla sua appartenenza all’Unione Europea.

Il provvedimento prevede disposizioni di natura eterogena che modificano ed integrano quelle vigenti nell’ordinamento nazionale in diversi ambiti, al fine di adeguare i contenuti a quelli previsti dal diritto UE.

Di notevole rilevanza è l’articolo 10, il quale apporta importanti e sostanziali modifiche a diversi articoli del Codice dei contratti pubblici (D.lgs. n. 50/2016), tra cui il n. 80. Quest’ultimo costituisce una norma di fondamentale importanza per il settore degli appalti, in quanto specifica le cause di estromissione degli operatori dalla partecipazione ad una gara.

In particolare, l’articolo 10 prevede la variazione della soglia di gravità, attualmente fissata a € 5.000, per le violazioni tributarie e/o previdenziali non definitivamente accertate, le quali costituiscono, appunto, una delle cause di esclusione “facoltativa” dagli appalti.

La nuova soglia, che dovrà essere correlata al valore dell’appalto – e comunque di importo non inferiore a € 35.000 – sarà stabilita mediante apposito decreto attuativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delle Legge Europea di cui sopra.

In presenza di violazioni gravi non definitivamente accertate, permane la facoltà dell’esclusione per il soggetto appaltante, nonché l’onere a carico di quest’ultimo di dimostrare l’inadempienza dell’operatore economico relativamente al pagamento delle imposte, delle tasse e dei contributi previdenziali.

Infine, si rammenta che nulla cambia in merito alle violazioni tributarie e/o previdenziali definitivamente accertate, ovvero quelle contenute in sentenze o atti amministrativi che non possono essere più oggetto di impugnazione. Queste ultime, infatti, continuano ad essere definite “gravi” in caso di omesso pagamento per importo superiore a € 5.000. Il superamento di tale soglia determina l’esclusione obbligatoria dell’operatore economico da parte della stazione appaltante.