Misure di sostegno per il settore turistico-alberghiero

Dopo i pesanti effetti della pandemia registrati nel 2020 per il settore alberghiero, con un drastico calo degli arrivi e delle presenze nel nostro Paese, il primo semestre del 2021, anche se segnato da un crollo degli afflussi, ha presentato una flessione più contenuta di quella riscontrata nel 2020 (fonte: Report alberghi Q2 2021, Gabetti Property Solutions).

  • Arrivi in hotel e sistemazioni similari -56,1% rispetto al 2019
  • Presenze -60,1% rispetto al 2019

 

Pur nell’incertezza generale legata alle fluttuazioni della curva dei contagi e all’andamento della campagna vaccinale, e nonostante la persistente mancanza del turismo di lungo raggio, il settore è stato interessato, soprattutto nella stagione estiva, dai primi segnali di ripartenza, che lasciano presagire una lenta ma graduale ripresa dei flussi turistici. Verosimilmente, secondo i pronostici della Commissione Europea, bisognerà tuttavia attendere almeno il 2022-2023 per il pieno recupero dei volumi del 2019 (fonte: Datatur – Trend e statistiche sull’Economia del Turismo – edizione settembre 2021).

Anche per quanto riguarda gli investimenti nel settore immobiliare alberghiero, il primo semestre 2021 ha registrato un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2020, con investimenti in crescita del 37%, per un totale investito di €480 milioni (il 16% del totale investito in Italia). Il 2020 aveva subìto invece un sensibile calo delle trattative, diminuite di oltre il 70% rispetto all’anno record 2019.

Le transazioni del primo semestre 2021 vedono protagonisti gli investitori stranieri (63% del totale), confermando una preferenza per le strutture alberghiere di fascia alta – principalmente 4 e 5 stelle indipendenti – che spesso vengono acquisite per essere ristrutturate, riposizionate o affittate a operatori specializzati di caratura internazionale.

 

Localizzazione degli investimenti:

  • Venezia 42% a seguito dell’acquisto degli hotel Baglioni Luna Hotel e Palazzo Bonvecchiati, entrambi del valore di €100 milioni
  • Roma 25%
  • Firenze 17%
  • Belluno 8%
  • Parma 3%
  • Milano 2%
  • Trento 1%
  • Savona 1%

 

Le previsioni per il secondo semestre del 2021 sono positive: grazie anche alle trattative sospese lo scorso anno, che vengono ora a sommarsi a quelle correnti del 2021, le aspettative sono di una probabile inversione di tendenza e di una conclusione dell’anno con segno positivo rispetto al 2020.

Certamente un contributo importante potrà essere dato in questo senso dalle misure di sostegno disposte dal Governo a favore del settore, che si affiancano a quelle messe a punto per la totalità delle imprese. Date le pesanti ripercussioni sofferte nel 2020 a causa della pandemia, infatti, le strutture turistico-ricettive sono state destinatarie di una serie di interventi normativi ad hoc, volti ad agevolare la ripresa del settore, facendo leva soprattutto sull’ammodernamento e la riqualificazione delle strutture e quindi sulla loro attrattività e competitività.

Nel presente approfondimento verranno analizzati i principali interventi posti in essere specificatamente per il settore, unitamente ad altre opportunità di interesse per la categoria.

 

“Superbonus 80%” e contributo a fondo perduto per interventi di riqualificazione

Il Decreto-Legge n. 152 del 6 novembre 2021 (Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose) contiene un intero pacchetto di misure dedicate al settore del turismo, di cui la principale è rappresentata dal cosiddetto “Superbonus 80%”.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari all’80% delle spese sostenute – compreso il servizio di progettazione – per specifici interventi:

  • riqualificazione energetica
  • riqualificazione antisismica ed eliminazione delle barriere architettoniche
  • interventi edilizi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione in senso stretto
  • realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali
  • digitalizzazione
  • acquisto di mobili e componenti d’arredo, funzionali ad almeno uno degli interventi di riqualificazione ammessi.

Il credito è riconosciuto per gli interventi realizzati dal 7 novembre 2021 (data di entrata in vigore del Decreto) al 31 dicembre 2024, ma interessa anche gli interventi già avviati dopo il 1° febbraio 2020 e non ancora conclusi al 7 novembre 2021, a condizione che le relative spese siano sostenute successivamente a tale data.

Il “Superbonus 80%” è riservato a:

  • imprese alberghiere
  • strutture che svolgono attività agrituristica
  • strutture ricettive all’aria aperta
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi stabilimenti balneari, complessi termali, porti turistici, parchi tematici

Le imprese richiedenti devono essere proprietarie degli immobili oggetti di intervento presso cui esercitano l’attività, oppure gestire questa stessa in immobili di proprietà di terzi in virtù di contratto da allegare alla domanda per il riconoscimento del bonus. Tali soggetti, a pena di esclusione, dovranno risultare in regola dal punto di vista contributivo e fiscale, nonché in relazione alla normativa antimafia vigente.

Ai medesimi soggetti, e con riferimento ai medesimi interventi, è riconosciuto inoltre un contributo a fondo perduto fino a € 40.000, fruibile anche indipendentemente dal predetto credito d’imposta. Tale contributo può essere incrementato:

  • fino ad ulteriori € 30.000, qualora l’intervento preveda una quota di spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica di almeno il 15% dell’importo totale dell’intervento
  • fino ad ulteriori € 20.000, qualora l’impresa sia composta in prevalenza da donne/giovani tra i 18 e i 35 anni
  • fino ad ulteriori € 10.000, per le imprese la cui sede operativa è ubicata nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

In ogni caso, la misura massima del contributo a fondo perduto non può superare il limite di € 100.000 e non può essere superiore al 50% dei costi dell’investimento. La somma di credito d’imposta e contributo a fondo perduto non può eccedere l’importo dei costi sostenuti.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato in compensazione a partire dall’anno successivo a quello di realizzazione degli interventi e non oltre il 31.12.2025, oppure ceduto a soggetti terzi. il contributo a fondo perduto verrà erogato invece in unica soluzione a conclusione dei lavori, fatta salva la possibilità di richiedere un’anticipazione non superiore al 30% a fronte della presentazione di idonea garanzia.

Le spese ammissibili non coperte dagli incentivi potranno comunque accedere al finanziamento a tasso agevolato di cui al Fondo Nazionale per l’efficienza energetica, a condizione che almeno il 50% di tali costi sia dedicato agli interventi di riqualificazione energetica.

Tutte le spese sostenute dovranno essere certificate dal presidente del collegio sindacale, oppure da un revisore legale, da un dottore commercialista, da un perito commerciale, da un consulente del lavoro o dal responsabile di un CAF.

 

Per accedere all’agevolazione è prevista la presentazione di istanza telematica al Ministero del Turismo, mediante apposita piattaforma online le cui modalità di accesso saranno comunicate entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’Avviso del Ministro del Turismo del 23 dicembre 2021; l’istanza dovrà necessariamente essere presentata entro i 30 giorni successivi all’apertura della piattaforma online, ed entro 60 giorni da tale scadenza il Ministero provvederà quindi a pubblicare l’elenco dei beneficiari.

L’accettazione delle domande avverrà secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino ad esaurimenti dei fondi disponibili, con un’eventuale riduzione proporzionale delle risorse assegnate qualora l’esaurimento dei fondi si verificasse prima del raggiungimento dell’obiettivo del numero minimo di beneficiari pari a 3.500.

Gli interventi ammessi dovranno essere avviati entro 6 mesi dalla data di pubblicazione dell’elenco dei beneficiari e concludersi entro 24 mesi da questa, con un’eventuale proroga di 6 mesi al massimo.

 

Garanzie per i finanziamenti nel settore turistico

Con il Decreto-Legge del 6 novembre viene istituita inoltre, nell’ambito del Fondo di Garanzia per le PMI, una “Sezione Speciale Turismo” per la concessione di garanzie ai medesimi destinatari del “Superbonus 80%” e del contributo a fondo perduto, nonché ai giovani fino a 35 anni di età che intendono avviare un’attività nel settore turistico.

Le garanzie sono rilasciate su singoli finanziamenti o su portafogli di finanziamenti per interventi di riqualificazione energetica e di innovazione digitale, sono gratuite e vengono concesse per un importo massimo di €5 milioni per impresa. Sono ammesse alla garanzia le imprese con un numero di dipendenti non superiore a 499.

 

Fondo rotativo per gli investimenti nel settore del turismo

Sempre con il Decreto-Legge del 6 novembre viene istituito il Fondo per gli investimenti nel settore turistico, mediante il quale sono concessi contributi diretti alle spese per interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale di importo non inferiore a € 500.000 e non superiore a € 10 milioni, realizzati entro il 31 dicembre 2025.

A beneficiare di tale misura potranno essere le imprese già individuate ai fini del “Superbonus 80%” e con riferimento ai medesimi interventi, compreso l’acquisto/rinnovo di arredi, nonchè gli interventi riguardanti i centri termali, i porti turistici e i parchi tematici.

Il contributo diretto alle spese verrà erogato nella misura massima del 35%, differenziata a seconda delle dimensioni dell’impresa richiedente e della sua ubicazione sul territorio nazionale.

A copertura della quota di investimenti non assistita dal contributo, sono previsti finanziamenti agevolati ad un tasso dello 0,5% annuo e con durata fino a 15 anni, comprensiva di un periodo di preammortamento di massimo 36 mesi.

Gli interventi dovranno essere avviati e conclusi rispettivamente entro 6 mesi e 30 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento bancario cui il finanziamento agevolato è associato, con possibilità di un’ulteriore proroga di 6 mesi al massimo.

La banca finanziatrice è scelta dall’impresa nell’ambito dell’elenco delle banche aderenti alla Convenzione stipulata tra il Ministero del Turismo, l’ABI e Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.

Le istanze per l’accesso al beneficio dovranno essere presentate al Ministero con modalità che verranno definite con successivo provvedimento; le stesse verranno considerate secondo l’ordine cronologico di arrivo fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

La presente misura è alternativa al “Superbonus 80%” e non è comunque cumulabile con altri contributi, sovvenzioni, agevolazioni pubblici concessi per i medesimi interventi.

 

Bonus ristrutturazione al 65%

Per gli interventi realizzati e conclusi prima del 7 novembre 2021, vi è ancora la possibilità di beneficiare della misura che aveva prorogato per gli anni 2020 e 2021 il credito d’imposta al 65% sulle spese sostenute per la riqualificazione delle strutture alberghiere (articolo 79, Decreto-Legge 104/2020).

 

Beneficiari dell’agevolazione:

  • imprese alberghiere
  • strutture che svolgono attività agrituristica
  • stabilimenti termali, anche per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali
  • strutture ricettive all’aperto (ad esempio, campeggi).

 

Gli interventi agevolabili, fino ad un massimo di €307.693 (corrispondenti ad un credito di €200.000), sono:

  • interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, manutenzione straordinaria
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche e adozione di misure antisismiche
  • interventi di incremento dell’efficienza energetica
  • acquisto di mobili e complementi d’arredo.

Il credito dovrebbe essere utilizzabile in compensazione in F24, senza la ripartizione in 3 quote annuali prevista in origine per tale misura.

Si è tuttavia ancora in attesa del decreto ministeriale, inizialmente previsto per il 2020, per la definizione delle modalità di accesso all’agevolazione e una puntuale individuazione degli interventi ammissibili.

 

Bonus facciate

Altra interessante opportunità è data dal cosiddetto “Bonus facciate”, consistente in una detrazione d’imposta al 90% per gli interventi sostenuti nel 2020 e nel 2021 finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici (Legge 27 dicembre 2019, n. 160).

La detrazione, usufruibile in dieci quote annuali di pari importo, spetta per lavori eseguiti su edifici di qualsiasi categoria catastale, compresi gli immobili strumentali, e senza alcun limite massimo di spesa.

Per avere diritto alla detrazione è necessario che gli immobili si trovino nelle zone A e B (indicate nel decreto ministeriale n.1444/1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

 

Lavori inclusi nell’agevolazione:

  • interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici
  • interventi di pulitura e tinteggiatura esterna su strutture opache della facciata
  • interventi su balconi, ornamenti e fregi (inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura)
  • interventi sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

 

La detrazione spetta anche per lavori completati nel 2022 purché il pagamento degli stessi avvenga entro il 31 dicembre 2021.

Si segnala che la bozza di Legge di Bilancio per il 2022, approvata dal Consiglio dei Ministri e attualmente al vaglio in Parlamento, prevede l’estensione dell’agevolazione anche al 2022, ma con riduzione della detrazione dal 90% al 60% delle spese sostenute. La stessa inoltre fa venir meno la possibilità di optare, in luogo della detrazione, per lo sconto in fattura dal fornitore o per la cessione a terzi di un credito d’imposta di pari ammontare, modalità previste, invece, dalla previgente disciplina.

 

Rivalutazione dei beni d’impresa

I soggetti operanti nei settori alberghiero e termale hanno la possibilità di rivalutare gratuitamente i beni di impresa e le partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività (Decreto-Legge n. 23, 8 aprile 2020).

Tale misura permette ai soggetti citati, purché adottino i principi contabili nazionali nella predisposizione del bilancio di esercizio, di effettuare la rivalutazione dei beni a bilancio ottenendo contestualmente anche il riconoscimento fiscale dei maggior valori iscritti, sia ai fini delle imposte sui redditi che ai fini IRAP, senza il versamento di alcuna imposta sostitutiva. Il maggior valore viene riconosciuto già dall’esercizio nel cui bilancio viene eseguita la rivalutazione, con la possibilità, quindi, di beneficiare fin da subito della deduzione di maggiori ammortamenti in dichiarazione, con un evidente risparmio d’imposta.

Soltanto in caso di alienazione o estromissione dei beni oggetto di rivalutazione, invece, il maggior valore attribuito rileva, ai fini del calcolo delle plus/minusvalenze, a decorrere dal quarto esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita.

La rivalutazione può essere eseguita nel bilancio relativo all’esercizio 2020 o 2021 o in entrambi, e deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea.

Il saldo attivo di rivalutazione, iscritto a Patrimonio Netto in corrispondenza del maggior valore attribuito ai beni, ha natura di riserva in sospensione d’imposta e concorre a formare il reddito imponibile della società in caso di distribuzione ai soci, fatta salva la possibilità di optare per l’affrancamento mediante versamento di un’imposta sostitutiva al 10%.

 

I nostri professionisti sono a disposizione per approfondire la tematica.