La tutela della missione innovativa delle Società Benefit

Le problematiche legate al rinnovamento della missione innovativa delle Società Benefit sono state analizzate dai partner Andersen Francesco Marconi, esperto in materia di tax planning, transfer pricedue diligence, e Sandro Catani, of counsel della società specializzato in ambito advisory e M&A, in un articolo del periodico di Nedcommunity La Voce degli Indipendenti.

Caratteristiche e limiti delle Società Benefit

Le Società Benefit sono nate in Italia nel 2015 grazie alla legge 208, che ne ha regolamentato le caratteristiche fondamentali. In particolare, le società benefit devono rispettare tre criteri:

  • perseguire il “beneficio comune”, oltre al profitto, ossia l’obiettivo di raggiungere uno o più effetti positivi per altri stakeholders, ossia la comunità, l’ambiente, i collaboratori e i fornitori
  • incaricare un “responsabile d’impatto” di supervisionare gli scopi parte dell’oggetto sociale
  • produrre annualmente una “relazione d’impatto” in cui sono rendicontate le iniziative realizzate per il perseguimento della propria funzione ambientale e sociale.

Tuttavia, la norma presenta diverse criticità, prime fra tutte la difficoltà di controllo sulle “relazioni d’impatto” e la valutazione del “beneficio comune”. Inoltre, queste società si sono gradualmente trasformate in shareholders, affiancandosi così alle numerose compagnie che oggi prendono in considerazione i criteri ESG nella propria attività per poter rispondere alle nuove normative e alle preferenze dei consumatori.  In questo contesto è urgente interrogarsi sulla possibilità di considerare anche queste realtà come Società Benefit.

Infatti, negli ultimi anni si sono moltiplicate le normative che impongono alle imprese nuovi sistemi di controllo sull’impatto sociale e ambientale delle loro attività. Documenti come il Codice di Corporate Governance, la Corporate Sustainability Reporting Directive e la versione finale dei 12 European Sustainability Benefit (elaborati dall’EFRAG) impongono alle imprese standard di sostenibilità. In questo contesto, non è da escludere che le Società Benefit siano già diventate obsolete o, comunque, svuotate potenzialmente del significato attribuitogli dal Legislatore nel 2015.

Appare evidente come sia oggi necessaria l’emanazione di una normativa che dia coerenza alla possibilità di aggiungere la dicitura “Società Benefit” alla ragione sociale delle aziende attive in ambito ESG. Tuttavia, al contempo, è importante elaborare un efficace sistema di controllo sull’operato delle compagnie che imponga il rispetto di vincoli normativi trasparenti in termini di output.