MISE: per le perdite relative all’esercizio 2019 non opera la sospensione della disciplina temporanea su riduzione del capitale e scioglimento

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), con lettera circolare n.26890 dello scorso 29 gennaio, ha fornito chiarimenti circa l’ambito di operatività dell’art.6 DL 23/2020, in tema di sospensione della disciplina sullo scioglimento delle società per riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale nel periodo compreso tra il 9 aprile e il 31 dicembre 2020.

Nello specifico l’art.6, per il periodo suddetto, prevede che “per le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro la predetta data non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, e 2482-ter del codice civile. Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, numero 4), e 2545-duodecies del codice civile”.

Rispetto a tale disposizione la Camera di Commercio della Romagna ha evidenziato alcune problematiche relative alle richieste di iscrizione di scioglimento di Srl per perdite risultanti nell’esercizio 2019. La criticità riscontrata è quindi rappresentata dall’individuazione del periodo in cui devono avvenire le perdite. Stando alla formulazione della norma, la Camera di Commercio riteneva che la sospensione riguardasse anche le perdite al 31 dicembre 2019, motivo per il quale si è ritenuto doveroso richiedere il parere del MISE.

Il Ministero in risposta al quesito posto ha evidenziato che il testo dell’art.6 del DL 23/2020 è stato modificato dall’art. 1 comma 266, della legge 178/2020, il quale ha introdotto la locuzione “perdite emerse nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020” chiarendo che debba aversi riguardo alle sole perdite avvenute nell’esercizio 2020 (o negli esercizi non solari ricomprendenti la data del 31 dicembre 2020). Pertanto, è da escludere che siano ricomprese le perdite relative ad anni precedenti.

In secondo luogo, il MISE ritiene che per le società interessate dalle perdite menzionate dall’art.6, lo spostamento del termine per il ripiano delle perdite alla data dell’assemblea che approva il bilancio dell’esercizio 2025 non sembra precludere la possibilità di procedere in via anticipata rispetto a tale data. Quindi, l’eventuale accertamento anticipato della causa di scioglimento ad opera degli amministratori, potrà avvenire solo previo consenso (implicito od esplicito) dell’assemblea stessa, da richiamarsi nell’atto di accertamento medesimo.