M&A e Private Equity in Europa: i risultati dei primi tre mesi del 2025

I dati raccolti dai professionisti europei di Andersen che si occupano di M&A evidenziano una crescita solida delle operazioni, con un aumento dell’interesse verso transazioni di medio-grandi dimensioni e un’attenzione strategica su digitalizzazione, sostenibilità e consolidamento industriale.

Il primo trimestre del 2025 conferma la solidità del mercato europeo delle fusioni e acquisizioni (M&A) e del private equity (PE), nonostante un contesto macroeconomico ancora complesso. Tra inflazione, incertezze geopolitiche e un quadro monetario in evoluzione, i principali attori del mercato continuano a cercare opportunità di investimento selezionate, mantenendo alto l’interesse verso i settori più ad alto potenziale.

Germania e Regno Unito guidano le operazioni in Europa

La Germania ha guidato il mercato del private equity in termini di valore, con un volume complessivo di operazioni pari a €5,33 miliardi distribuiti su 201 deal, consolidando la propria posizione come leader di mercato. Il Regno Unito si è distinto per il numero di operazioni concluse, ben 333, per un valore totale quasi equivalente (€5,25 miliardi). Francia, Svezia e Irlanda completano la parte alta della classifica con valori superiori a €1,5 miliardi.

Questi numeri confermano la forza dei principali mercati europei, che si mantengono attrattivi per gli investitori grazie alla solidità delle infrastrutture economiche, alla disponibilità di asset strategici e a una maggiore chiarezza sulle politiche monetarie previste per i prossimi mesi.

L’Italia nel Q1 2025: il settore dell’energy tra i protagonisti per gli investimenti

Nel contesto del Q1 2025, l’Italia è tra i paesi a cui gli investitori guardano con maggiore interesse, in particolare per la crescita del comparto energia all’interno delle operazioni di private equity. Pur non rientrando tra i mercati con i volumi più alti, il nostro Paese ha registrato un valore rilevante di deal nel settore energetico (€173,76 milioni), a conferma del crescente interesse per operazioni legate alla transizione ecologica, all’efficienza energetica e alle infrastrutture rinnovabili.

Questi risultati si inseriscono in un più ampio trend che vede l’Europa meridionale – e l’Italia in particolare – attrarre capitali grazie ai piani di ripresa post-pandemici, ai fondi europei e alle politiche di decarbonizzazione.

Tecnologia, healthcare e industria trainano i settori a livello europeo

Tra i settori più dinamici dei primi tre mesi del 2025, spicca nuovamente la tecnologia, che si conferma prima per valore e numero di operazioni: €6,77 miliardi su 565 transazioni. Il comparto continua ad attrarre capitali grazie al suo potenziale scalabile e all’interesse verso modelli di business digitali, in particolare in ambiti come AI, cybersecurity, cloud infrastructure e SaaS.

Seguono:

  • Finance: €3,62 miliardi su 34 operazioni, con ticket medi elevati e focus su operatori strutturati.
  • Healthcare: €3,57 miliardi e ben 165 transazioni, confermando un interesse diffuso per soluzioni med-tech, biotech e servizi sanitari.
  • Metalmeccanico: con €2,75 miliardi e 213 operazioni, si conferma l’interesse verso la meccanica avanzata, l’automazione e la logistica industriale.
  • Beni di largo consumo: €2,97 miliardi per 91 deal, un dato significativo che riflette una ripresa dei consumi.

Trend emergenti e prospettive per il 2025

La pubblicazione in allegato segnala, inoltre, una serie di tendenze chiave destinate a plasmare il mercato nei prossimi mesi:

  • Crescita selettiva nei mercati emergenti europei (Polonia, Romania, Repubblica Ceca) grazie alla rilocalizzazione produttiva, ai fondi UE e alla localizzazione strategica.
  • Ripresa delle operazioni cross-border, favorita da condizioni di finanziamento in miglioramento e maggiore chiarezza regolatoria.
  • Integrazione dell’ESG nelle strategie M&A e PE, anche grazie alla spinta della nuova Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
  • Ritorno delle grandi operazioni, soprattutto nei comparti energia, infrastrutture e telecomunicazioni.
  • Focus sulla resilienza industriale, con interesse verso aziende che presidiano supply chain critiche o offrono tecnologie abilitanti.

 

Si può concludere che il primo trimestre del 2025 rappresenti un punto di svolta per il mercato europeo delle fusioni e acquisizioni, con segnali di rinnovata fiducia e una crescente selettività negli investimenti. L’Italia, pur mantenendo una dimensione intermedia, si distingue per il contributo del settore energetico e per un ambiente favorevole a operazioni mirate e sostenibili.

In uno scenario che richiede visione strategica e attenzione alla qualità degli asset, i professionisti di Andersen sono il partner di riferimento per supportare clienti nazionali e internazionali nei processi di investimento e crescita.