L’INPS rivede la base di calcolo per Artigiani e Commercianti di SRL

Notizie dal fronte di sicuro interesse per molte piccole e medie imprese. Con la circolare n. 84 del 2021 l’INPS rivede la base di calcolo contributiva per la determinazione dei contributi di artigiani e commercianti. Il cambio di rotta segue l’allineamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali alla sentenza n. 23790/2019 delle Corte di Cassazione, la quale ha ribadito che sono da escludersi dalla base imponibile contributiva i redditi di capitale attribuiti agli iscritti alle sezioni già richiamate, derivanti dalla mera partecipazione a società di capitali nelle quali il soggetto non presta direttamente il proprio lavoro.

Viene quindi finalmente sorpassato l’orientamento definito con la circolare n. 102 del 2003 nella quale l’INPS stabiliva che la base imponibile contributiva per le SRL era da determinarsi attraverso l’imputazione pro quota al socio del reddito d’impresa della società, indipendentemente dalla sua effettiva distribuzione e a prescindere dalla partecipazione del soggetto all’attività lavorativa della società.

La Corte di Cassazione era tornata a sottolineare che il dettato normativo dell’art. 3-bis del D.L. 384 del 1992, che disciplina la base imponibile previdenziale dei soggetti iscritti alla sezione speciale INPS artigiani e commercianti, è chiaro nel richiamare quale requisito fondamentale a far scattare l’obbligo contributivo la “partecipazione personale al lavoro aziendale”.

In aggiunta, la stessa sentenza sottolineava che a far sorgere il debito sia il conseguimento in capo al contribuente di proventi classificabili nei redditi d’impresa così come denunciato ai fini Irpef.

Ricordiamo che l’art. 44 del DPR 917/1986 alla lettera e) annovera tra i redditi di capitale gli “utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all’Ires” e che l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione del 4 dicembre 2012, n. 103/E ha precisato che tale disposizione sia da intendersi “non limitata all’ambito di applicazione in ragione della qualifica oggettiva rivestita dal soggetto percettore degli utili” ma vada rilevata “esclusivamente la circostanza che il medesimo soggetto partecipi al capitale o al patrimonio sociale”.

Di conseguenza, i redditi derivanti dalla mera partecipazione al capitale sociale non rientrano nella nozione di reddito d’impresa quanto piuttosto redditi di capitale e per tanto da escludersi dalla base imponibile contributiva.