L’esclusione del socio assenteista nelle società di capitali

Il Comitato Notarile del Triveneto, nel silenzio della legge, ha ritenuto necessario elaborare uno strumento idoneo per consentire l’estromissione del socio assenteista nelle società di capitali.

Infatti, la qualità di socio nelle società di capitali, a differenza che nelle società di persone, non è legata alla figura di socio in qualità di persona, bensì alla figura di socio in qualità di soggetto partecipante al capitale sociale.

È possibile quindi dedurre la ratio secondo cui l’assenteismo nelle società di capitali non sia riconducibile ad una causa di estromissione del socio. Infatti, la perdurante inattività del socio rispetto all’attività assembleare non determina causa di cessazione del rapporto sociale in quanto il rapporto tra socio e società si fonda strettamente sulla partecipazione al capitale sociale disinteressandosi tendenzialmente delle dinamiche personali che sottostanno al conferimento.

Ciononostante, l’assenteismo può comportare comunque problematiche anche nelle società di capitali. Infatti, la protratta inattività del socio rispetto all’attività assembleare è in grado di ledere gli interessi della società, soprattutto laddove il socio abbia una partecipazione considerevole al capitale sociale.

Di qui, i Notai del Triveneto hanno ritenuto necessario uno strumento idoneo a consentire l’estromissione dei soci assenteisti anche nelle società di capitali.

Tale strumento è previsto dalle massime H.I. 29 e I.H.20, rispettivamente per le S.p.a. e per le S.r.l. ed è identificato nella clausola di esclusione per prolungata assenza del socio inattivo, la quale può essere introdotta all’interno dello statuto sia in sede di costituzione che successivamente. Tuttavia, in quest’ultimo caso deve essere approvata tramite una delibera adottata con le maggioranze previste per le modificazioni statutarie ed è valevole solo per il periodo successivo alla sua introduzione.

Con le sopracitate massime, il Comitato Notarile del Triveneto ha dunque consentito di prevedere nello statuto della società la possibilità di estromettere il socio laddove lo stesso sia inattivo. In particolare, prevedendo la riscattabilità delle azioni da parte della società o degli altri soci nel caso del S.p.A. e l’assenteismo quale giusta causa di esclusione nelle S.r.l. ai sensi dell’articolo 2473 bis del codice civile.

In ogni caso il presupposto di operatività della clausola è che l’assenza del socio inattivo si protragga o per un determinato arco temporale o per un certo numero di assemblee consecutive. In entrambi i casi va espressamente prevista la durata all’interno dello statuto.