L’applicazione dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche

In forza dell’alternatività esistente tra I.V.A. e Imposta di bollo, è obbligatorio assoggettare a bollo nella misura di Euro 2,00 le fatture sia cartacee che elettroniche emesse senza addebito di I.V.A. per un importo superiore ad Euro 77,47. Nel caso di importo inferiore non sussiste alcun obbligo in tal senso.

L’estensione nell’utilizzo della fattura elettronica, pone il tema di assoluta attualità, in particolare il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulla base delle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio nel primo trimestre del 2019 è in scadenza il prossimo 23.4.2019. Il pagamento potrà avvenire sia attraverso il tradizionale modello F24 ovvero in modo più agevole attraverso l’implementazione del portale “Fatture e corrispettivi”, che contiene una sezione appositamente dedicata allo scopo. Sul punto soccorre anche la recente Risoluzione Agenzia delle Entrate 9.4.2019 n. 42 nella quale sono altresì indicati i codici tributo per il versamento tramite i modelli “F24” o “F24 Enti pubblici”.

L’utilizzo del servizio telematico reso disponibile all’interno dell’area riservata del soggetto passivo I.V.A. prevede la visualizzazione dei dettagli dell’imposta dovuta in relazione al trimestre di riferimento e il totale dell’imposta calcolata come somma dei valori indicati nelle singole fatture. Va sottolineata la possibilità di modificare il numero di documenti, rispetto a quello proposto dal servizio. In questo caso il sistema procederà al calcolo dell’importo sulla base di quanto dichiarato dall’utente. Si tratta di un’importante funzionalità, che sembrerebbe poter consentire di ovviare all’eventuale mancata valorizzazione del campo “Dati Bollo” nei file fattura.

Il soggetto passivo potrà scegliere se procedere al pagamento mediante addebito su conto corrente bancario o tramite “F24” o “F24EP”. Nel primo caso sarà necessario inserire l’IBAN, confermando che il conto è intestato al codice fiscale del soggetto passivo. Sarà, quindi, possibile inoltrare il pagamento (accedendo a una schermata riepilogativa) e confermare lo stesso, cliccando sull’apposito pulsante. Dopo che il sistema avrà effettuato i controlli sulla correttezza formale dell’IBAN, al soggetto passivo sarà consegnata una prima ricevuta a conferma del fatto che la richiesta di pagamento è stata inoltrata. Successivamente ne verrà rilasciata una seconda, attestante l’avvenuto pagamento o l’esito negativo dello stesso. In alternativa all’addebito sul conto corrente, è possibile procedere al versamento a mezzo modello “F24” o “F24EP”, stampando il modello precompilato predisposto dal sistema.

Nella risoluzione n. 42/2019, vengono evidenziati i codici tributo che consentono il pagamento dell’imposta di bollo, distinti in relazione al periodo di competenza: 2521 per il primo trimestre, 2522 per il secondo, 2523 per il terzo e 2524 per il quarto. Nel modello “F24” i suddetti codici sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme riportate nella colonna “Importi a debito versati”, con indicazione dell’anno cui il versamento si riferisce nel campo “anno di riferimento”.

Quanto al modello “F24 Enti pubblici”, dovrà essere indicato il valore “F”, nel campo “sezione” e l’anno cui si riferisce il versamento nel campo “riferimento B”. Nel documento di prassi sono stati anche definiti i codici utilizzabili per il versamento di eventuali sanzioni (2525) e interessi (2526).

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato, infine, che il pagamento dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse fino al 31 dicembre 2018 in scadenza il prossimo 30 aprile, dovrà essere effettuato, tramite modello F24, con i codici tributo tuttora validi per il versamento dell’imposta relativa ai documenti informatici (“2501” o “2502” per le relative sanzioni).