La validità della procura rilasciata all’estero

Con sentenza n. 8174/18, la Corte di Cassazione si è espressa sul tema della validità della procura rilasciata all’estero.

La vicenda oggetto della sentenza vedeva l’opposizione di un cittadino tedesco contro un verbale di contravvenzione al codice stradale italiano, poi accolta dal Giudice di Pace fiorentino, in relazione alla quale la Corte di Cassazione, su ricorso dell’opponente, ha avuto modo di pronunciarsi in merito ai requisiti necessari ai fini della validità della procura alle liti rilasciata all’estero.

Sul punto la Corte Suprema ha precisato che la procura alle liti, rilasciata all’estero e utilizzata in un giudizio che si svolge in Italia, è disciplinata dalla legge processuale dello Stato italiano, la quale prevede anche il rinvio al diritto sostanziale per la validità del mandato in relazione alla forma. Inoltre, è necessario che il diritto straniero conosca gli istituti italiani e “li disciplini in maniera non contrastante con le linee fondamentali che lo caratterizzano nell’ordinamento italiano e che consistono, quanto alla scrittura privata autenticata, nella dichiarazione del pubblico ufficiale che il documento è stato firmato in sua presenza e nel preventivo accertamento dell’identità del sottoscrittore”.

La Corte ha evidenziato, inoltre, che l’art.122 comma 1 c.p.c. prescrive l’uso della lingua italiana ai soli atti endoprocessuali (come ad esempio le memorie, i verbali d’udienza ecc..) e non anche a quelli prodromici, come la procura, e che per quest’ultimi deve comunque essere garantita la traduzione in lingua italiana tramite il contributo di un esperto. Ciò significa che la procura rilasciata all’estero affinché sia valida e non suscettibile di contestazione deve essere corredata non solo della traduzione in lingua italiana, ma ad essa deve essere anche allegata l’attività certificativa di attestazione delle conformità svolta dal notaio o da altro pubblico ufficiale con poteri certificativi analoghi che rivesta tale qualifica nello stato di emissione della procura, pena la nullità della stessa.