La “sterilizzazione” delle perdite: l’interpretazione fornita dalle massime del Comitato notarile Triveneto

Il Governo, al fine di far fronte alla contrazione inevitabile dei mercati, causata dalla pandemia da Covid-19, ha varato diverse misure volte a sostenere le imprese in crisi. Tra queste misure rientra senza dubbio quanto previsto dall’articolo 6 del D.L. n. 23/2020, convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2020, n.40 e successivamente modificato dall’articolo 1 comma 266, della Legge di Bilancio 2021.

Il citato articolo incide sull’applicabilità delle norme civilistiche concernenti l’obbligo di riduzione del capitale a fronte di ingenti perdite. Invero, gli articoli 2446 e 2447 c.c., nel caso di società per azioni, e gli articoli 2482 bis e ter c.c., nel caso di società a responsabilità limitata, impongono, in capo ai soci, l’obbligo di ridurre il capitale sociale al verificarsi di determinate condizioni e precisamente:

  • la perdita di oltre 1/3 del capitale e conseguentemente la riduzione di quest’ultimo sotto il minimo legale stabilito;
  • la persistenza per due anni di esercizio consecutivi di una perdita di oltre un terzo del capitale.

La misura introdotta dal Governo con il D.L. n.23/2020 permette ai soci di una società di non adempiere l’obbligo di riduzione del capitale sociale, agli stessi imposto dalle norme civilistiche citate, ove la configurabilità delle condizioni di cui ai punti 1 e 2 sopra menzionati sia causata da una perdita generata nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020. La deroga introdotta dalla misura emergenziale, tuttavia, non prevede una “sterilizzazione” permanente di tali perdite bensì prevede che quest’ultime assumano rilevanza, ai fini dell’applicabilità degli articoli 2446, 2447, 2482 bis e 2482 ter c.c., nel quinto anno di esercizio successivo a quello del 2020 ovvero nell’anno di esercizio 2025.

Seppur sia chiaro l’intento perseguito dal legislatore con l’emanazione di tale norma, l’applicabilità, in concreto, della misura emergenziale presenta alcune criticità. Il Comitato notarile Triveneto è intervenuto sul punto enunciando diverse Massime volte all’interpretazione della misura emergenziale.

Preliminarmente, si osserva che la Legge di Bilancio 2021 ha modificato l’articolo 6 del D.L. n. 23/2020 eliminando il riferimento a “perdite di capitale” e introducendo quello di “perdite emerse nell’esercizio”. Talché, alla luce di tale mutamento, la perdita sterilizzabile sarà esclusivamente quella che risulta dal conto economico del bilancio di esercizio che comprende la data del 31 dicembre 2021 (Massima T.A.1). A tal fine è opportuno precisare che la perdita deve essersi verificata all’interno dell’esercizio che comprenda la data del 31 dicembre 2020, non necessitando che la chiusura dell’esercizio sociale, determinata dalle norme dello Statuto della società, coincida con la stessa (Massima T.A.2). Ove si verifichino perdite successivamente a tale anno di esercizio che, da sole o sommate a quelle precedenti all’anno di esercizio 2020, comportino il configurarsi delle fattispecie di cui ai precedenti punti 1 e 2, si applicheranno le disposizioni codicistiche concernenti l’obbligo di riduzione del capitale sociale (Massima T.A.7).

In ordine alla facoltà dei soci di avvalersi della disposizione prevista dalla misura emergenziale di natura derogatoria, il Comitato notarile Triveneto (Massima T.A.8) afferma che l’applicabilità dell’articolo 6 del D.L. n. 23/2020 non è automatica e, pertanto, la “sterilizzazione” della perdita dovrà essere deliberata dall’assemblea dei soci, la quale voterà secondo le maggioranze previste dallo statuto. Si esclude, non scorgendo alcun diritto “uti singuli” attribuito al socio dall’articolo 6 D.L. 23/2020, che sia necessaria l’unanimità qualora, al contrario, l’assemblea non intenda usufruire del differimento quinquennale previsto dalla misura emergenziale, procedendo quindi alla riduzione del capitale come previsto dalle norme del Codice Civile (Massima T.A.6). L’assemblea dei soci, chiamata a deliberare circa il verificarsi della perdita nell’anno di esercizio 2020, potrà preferire un’altra opzione, intermedia rispetto alle due precedenti, decidendo di adottare una delibera di copertura parziale delle perdite, rinviando la decisione di copertura delle perdite residue nell’anno 2025 (Massima T.A.7).

Si conclude osservando che le perdite oggetto di sterilizzazione secondo l’articolo 6 D.L. 23/2020 mantengono comunque la propria rilevanza in ordine all’applicabilità di tutte le altre norme di legge (Massima T.A.12).