La donazione di opere d’arte e i diritti di utilizzazione economica sull’opera donata

Una recente pronuncia del Tribunale di Cagliari

La donazione di un’opera d’arte, al pari della vendita, non importa il contestuale trasferimento dei diritti di utilizzazione economica sull’opera in questione da parte del donante al donatario. La conferma arriva dal Tribunale di Cagliari che, con ordinanza del 27 marzo 2021, ha stabilito (o meglio, ribadito, rigettando il ricorso della parte soccombente) che la donazione di un’opera d’arte – al pari di qualsiasi atto di cessione – non ne comporta la trasmissione dei diritti di utilizzazione economica, salvo ovviamente patto contrario.

La vertenza, sorta nel febbraio 2020, ha visto protagoniste la signora Maria Sofia Pisu, nipote (e unica erede) dell’artista sarda Maria Lai deceduta nel 2013, e la Fondazione Stazione dell’Arte, museo d’arte contemporanea inaugurato nel 2006 e dedicato all’artista, da cui aveva ricevuto in donazione un corpus di oltre cento opere.

La signora Pisu aveva citato in giudizio la Fondazione lamentando la violazione – perpetrata attraverso la distribuzione e commercializzazione di volumi contenenti immagini di alcune opere di Maria Lai – dei diritti di utilizzazione economica delle opere donate dalla stessa artista, di cui la nipote si vantava legittima titolare in quanto sua unica erede. Di contro la Fondazione si difendeva sostenendo di aver agito legittimamente in quanto Maria Lai, nell’effettuare la donazione delle sue opere alla Fondazione, non aveva inteso trasferirne la sola proprietà fisica, ma anche i relativi diritti di utilizzazione economica, “essendo evidente che la donazione di tali lavori si era inserita ed era strettamente funzionale a un progetto di diffusione e valorizzazione dell’opera dell’artista nel quale tutta l’attività della Fondazione era istituzionalmente ed esclusivamente finalizzata”[1] e quindi vi rientravano anche i diritti necessari alla realizzazione di libri, cataloghi, studi, filmati e opere audiovisive, convegni o mostre.

La richiesta inibitoria della signora Pisu, già accolta dal Tribunale di Cagliari con ordinanza del 19 gennaio 2021, è stata confermata dallo stesso giudice che, in data 27 marzo 2021, ha respinto il ricorso della Fondazione Stazione dell’Arte. La corte ha evidenziato come una lettura corretta dell’articolo 109 della Legge d’Autore, in base al quale “la cessione di uno o più esemplari dell’opera non importa, salvo patto contrario, la trasmissione dei diritti di utilizzazione”, richieda la necessaria esistenza di un patto espresso avente ad oggetto detti diritti, con la logica conseguenza che è inammissibile qualsiasi interpretazione sistematica del negozio di cessione che ne faccia desumere implicitamente il trasferimento.

Naturalmente si tratta di una pronuncia concessa in fase cautelare che, per quanto improbabile, potrebbe tuttavia non essere condivisa in un eventuale giudizio di merito.

 

[1] Tribunale di Cagliari – Sezione Specializzata in materia di Impresa (RG 1958/2020);  ordinanza 19 gennaio 2021