IVA e MLBO: detraibili i costi SPV secondo la Risoluzione 7/E/2026

Con la Risoluzione n. 7/E del 12 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate rivede in modo significativo il trattamento IVA dei costi di acquisizione sostenuti dalle società veicolo (SPV) nell’ambito di operazioni di merger leveraged buy-out (MLBO).

 

IVA detraibile anche nella fase preparatoria

L’Amministrazione finanziaria riconosce che i transaction cost sostenuti dalla SPV (consulenze legali, fiscali, finanziarie, costi di strutturazione dell’operazione, advisory, ecc.) costituiscono spese generali preparatorie rispetto all’attività economica che sarà esercitata a seguito della fusione con la target.

In tale prospettiva:

  • la SPV può qualificarsi come soggetto passivo IVA già nella fase preliminare dell’operazione;
  • l’IVA assolta sui costi di acquisizione risulta detraibile, in quanto inerente a un’attività economica futura imponibile.

Il chiarimento si fonda sui principi di neutralità dell’IVA elaborati dalla Corte di Giustizia UE (in particolare, causa C-42/19, Sonaecom) e recepisce l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione (sentenze 9 agosto 2024, nn. 22608 e 22649), che hanno valorizzato l’unitarietà economica dell’operazione di MLBO.

 

Superato il precedente orientamento restrittivo

La Risoluzione 7/E/2026 segna una discontinuità rispetto alla prassi precedente:

  • Circolare n. 6/E del 2016: esclusione della soggettività passiva IVA per holding “pure” e SPV prive di attività gestoria, con conseguente indetraibilità dell’IVA sui costi di acquisizione;
  • Consulenza giuridica n. 17/E del 2019: conferma dell’irrilevanza IVA della mera detenzione di partecipazioni.

Nel nuovo impianto interpretativo, la SPV non è più considerata una mera struttura finanziaria di transito, ma parte integrante di un’operazione unitaria finalizzata all’esercizio diretto dell’attività economica della target dopo la fusione.

 

Impatti operativi per operazioni M&A e private equity

Il documento di prassi chiarisce che rientrano nel perimetro della detraibilità:

  • costi di advisory finanziaria;
  • consulenze legali e fiscali;
  • costi notarili e di strutturazione dell’operazione;
  • ulteriori spese direttamente connesse all’acquisizione funzionale alla successiva fusione.

Resta centrale, in chiave operativa, la dimostrazione del nesso diretto e immediato tra i costi sostenuti e l’attività economica imponibile che sarà esercitata dalla società risultante dalla fusione.

 

Le conseguenze fiscali per SPV e operazioni di leveraged buy-out

Il nuovo orientamento:

  • riduce l’incertezza fiscale nelle operazioni di MLBO;
  • rafforza il principio di neutralità dell’IVA;
  • allinea la prassi italiana alla giurisprudenza unionale e di legittimità;
  • migliora l’efficienza finanziaria delle strutture di investimento (private equity e M&A).

Si tratta di un chiarimento particolarmente atteso dagli operatori, in quanto incide direttamente sul costo effettivo delle operazioni di acquisizione strutturate tramite SPV.

 

I professionisti di Andersen sono a disposizione per assistere i clienti nella valutazione della fattibilità dell’operazione e nell’individuazione del corretto inquadramento fiscale e legale applicabile alle singole operazioni di MLBO.