IVA detraibile sui servizi di telefonia mobile ricaricabile

Il soggetto passivo che acquista, in veste di utilizzatore finale, servizi di telefonia mobile ricaricabile può esercitare la detrazione iva se indicata nella fattura separatamente dal corrispettivo.

Lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n.69/E del 22 ottobre 2020 in risposta all’interpello presentato da una società che aveva sottoscritto un contratto per la fornitura di servizi di telefonia mobile ricaricabili assoggettati al regime monofase ai sensi dell’art. 74 comma 1 lettera d) del DPR 633/72.

La società istante precisava che le carte SIM ricaricabili venivano acquistate per essere concesse in uso ai propri dipendenti, motivo per il quale richiedeva se era possibile detrarre l’IVA alla luce di quanto disposto dall’art.4, c.1 del DM 366/200. Quest’ultima norma, infatti, prevede che alle vendite di “mezzi tecnici” per la fruizione di servizi di telecomunicazione al pubblico l’imposta non debba essere indicata separatamente dal corrispettivo, salvo che per quelle effettuate nei confronti di soggetti passivi utilizzatori finali del servizio.

Ad avviso dell’istante, quindi, l’esposizione separata dell’imponibile e dell’imposta in fattura nei confronti dei soggetti passivi utilizzatori finali del servizio, dovrebbe legittimare la detrazione da parte del cliente che riceve il documento. Diversamente non si comprenderebbe la finalità della norma stessa e la ragione per la quale i soggetti passivi dovrebbero richiedere l’emissione della fattura con esposizione separata dell’IVA.

L’Agenzia delle Entrate si è espressa affermando che la previsione dell’art.4, c.1, del DM 366/2000 tiene conto del criterio secondo cui le misure nazionali di deroga nell’applicazione dell’IVA, consentite dalla Direttiva n. 2006/112/CE “allo scopo di semplificare la riscossione dell’imposta o di evitare talune frodi o evasioni fiscali”, devono essere interpretate in modo restrittivo e nei limiti strettamente necessari per raggiungere tale obiettivo. Pertanto l’Amministrazione finanziaria conferma che per l’operazione descritta, pur rimanendo compresa nell’ambito applicativo dell’art. 74 del DPR 633/72, il meccanismo di rivalsa e detrazione dell’imposta è operante e che se così non fosse verrebbe meno il principio di neutralità dell’IVA.