IPSOA Quotidiano: smart working per i frontalieri svizzeri

IPSOA Quotidiano pubblica un approfondimento scritto dal dottore commercialista Francesco Marconi e dall’avvocato Alessandro Poli sullo smart working adottato per i frontalieri che lavorano in Svizzera in seguito all’emergenza sanitaria da coronavirus.

Nell’articolo i professionisti di Andersen illustrano la risposta della Direzione Regionale della Lombardia ad un’stanza di interpello in cui si precisa che “relativamente ai rapporti con la Svizzera di regolazione tributaria dei redditi di lavoro, la nozione di frontaliero riguarda solo i lavoratori che quotidianamente si recano dalla propria residenza italiana in uno dei Cantoni confinanti con l’Italia”.

Quella dei frontalieri rappresenta una particolare casistica nella più ampia categoria dei rapporti di lavoro dipendente, in quanto i lavoratori frontalieri prestano la propria attività subordinata in un Paese estero, nelle c.d. zone di frontiera prossime al confine con il territorio dello Stato, pur essendo fiscalmente residenti in Italia.

A causa dell’acuirsi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 ed alle conseguenti disposizioni per il contrasto alla sua diffusione adottate dal nostro Governo già dall’inizio di marzo, anche molti lavoratori frontalieri potrebbero essere impossibilitati ad andare sul luogo di lavoro perchè si trova in un altro Stato.

Inoltre, il Consiglio Federale Elvetico ha disposto la limitazione “dell’entrata in Svizzera di persone provenienti da Paesi o regioni a rischio”. Possono entrare nella Confederazione dall’Italia solo i cittadini svizzeri, le persone con un permesso di soggiorno e quelle che devono entrare nel Paese per motivi professionali.

Nell’articolo allegato l’analisi sulla possibilità di smart working alla luce della normativa emergenziale adottata dai due Paesi.

Un ulteriore approfondimento sullo smart working, nella nostra pagina dedicata all’emergenza da Covid-19.