Interessi passivi e ROL: nuova formulazione dell’art. 96 del D.P.R. 917/1986

L’art. 96 del D.P.R. 917/1986, nella sua attuale formulazione, prevede che gli interessi passivi sono deducibili, in ciascun periodo d’imposta, fino a concorrenza degli interessi attivi e, per l’eccedenza, nel limite del 30% del ROL, determinato sulla base delle risultanze contabili.

Il medesimo articolo prevede la possibilità di riportare in avanti, senza alcun limite temporale, le eventuali eccedenze di interessi passivi e di ROL.

Tuttavia, l’art. 1 dello schema di D. Lgs. di attuazione della direttiva 2016/1164/UE riscrive il sopracitato art. 96, la cui nuova formulazione si applicherà a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (e quindi a partire dal 1° gennaio 2019).

Si riportano di seguito le principali modifiche apportate:

  • possibilità per il contribuente di riportare negli anni successivi la quota di interessi attivi non precedentemente utilizzata. Ne consegue che gli interessi passivi sono deducibili nel limite della somma sia degli interessi attivi di periodo che degli interessi attivi riportati dai periodi di imposta precedenti;
  • l’utilizzo prioritario del 30% del ROL di periodo e, solo successivamente, del 30% delle eccedenze riportate dai periodi d’imposta precedenti;
  • il riporto delle eventuali eccedenze di ROL esclusivamente nei 5 periodi d’imposta successivi;
  • il metodo di calcolo del ROL, il quale non dovrà più essere calcolato sulla base delle risultanze contabili, ma sulla base dei valori fiscali delle componenti che concorrono a formarlo;
  • la possibilità di considerare ai fini del calcolo della deducibilità anche gli interessi passivi capitalizzati.

I nostri professionisti sono a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti sul tema.